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F1: Gp Ungheria, Pagelle, “Lando il dipendente dell’anno!” di GM

I piloti altruisti, perbenisti, che stendono tappeti rossi agli avversari, che rispettano ordini di team come fedeli impiegati aziendali, sono una particolarità del nuovo millennio.

Il pilota campione è corretto, ma all’occorrenza evita di allargare con la sterzata quando un Kamikaze decide di passare dove non si deve. Un campione è corretto con il team fino a quando non deve sacrificare un solo punto per il suo campionato. Un campione prima non obbedisce agli ordini del muretto e poi si parla anche si litiga se occorre, ma intanto si porta via la vittoria.

Il comportamento di Lando Norris è più assimilabile all’impiegato del mese sulle targhe di McDonald, perfettamente aziendalista, anche quando l’atteggiamento dell’azienda lo danneggia. Nella gara dell’Ungheria dimostra oltre ogni ragionevole dubbio che il britannico è tanto veloce quanto immaturo. Un’immaturità che paga caro quando le prende sulle orecchie da Verstappen, oppure commette errori inguardabili che favoriscono il compagno o, peggio, obbedisce quando è il momento di fare spalle larghe per puntare al mondiale.

Oscar Piastri 8: E’ la prima volta forse che non metto dieci alla vittoria, nella storia della pagelle. Non lo merita. Ha conquistato il suo diritto al successo con l’ottima partenza, ma quando si è trovato in difficoltà con la scelta scellerata del team non era in grado di riprendersi in pista quanto dovuto. I piloti hanno la memoria lunga a non restituirà il favore.

Lewis Hamilton 8: Ha dimostrato di essere l’unico che sa tenere a bada Verstappen. Ancora una volta lo manda all’aria. Unico a farsi rispettare da un pilota che non ha rispetto per nessuno. Le giustificazioni a fine gara sono ancora più belle della manovra stessa.

Yuki Tsunoda 7: Una buona prestazione del giapponesino sempre più scalpitante per il posto di Perez. Se avesse gli stessi followers del messicano.

Lance Stroll 7: Ancora una volta davanti al suo capitano. Il figlio di Papà è cresciuto, può sopperire alle mancanze del pilota di punta e prende punti.

Charles Leclerc 6: Ha corso la sua gara. La macchina andava a tratti. Quando le gomme sono andate bene ha sfruttato il passo per restare con i primi. Ma non può vivere alla giornata.

Carlos Sainz 6: Una gara senza infamia e senza lode. Non ci sono stati errori ne lampi di genio. Punti concreti e nulla di più.

Sergio Perez 6: Una gara cominciata male fin dalle qualifiche, poi raddrizzata con un buon passo ed il recupero della zona punti con una discreta rimonta.

George Russell 6: La sua gara è stata rovinata al sabato. Ma anche la domenica aveva il giusto passo per recuperare i punti, ma niente a che vedere con quanto fatto dal capitano.

Lando Norris 5: Non ha fatto un favore a nessuno tranne Verstappen che perde meno punti di quanto erano previsti. Ha messo in imbarazzo tutti, chi ha sbagliato, chi ha vinto senza merito, chi ha perso senza merito. Meglio la disobbedienza che l’ipocrisia. Deve cresce e crescere alla svelta.

Max Verstappen 5: Nervoso al limite del complottista che vede fantasmi ovunque. E’ vero che il team ha commesso tutti gli errori possibili, ma è anche vero che una giornata sorta può capitare. Se ne capita un’altra allora due indizi fanno una prova. La cosa certa è che in Ungheria ha ritrovato la sua nemesi!

McLaren 5: Un team con una macchina vincente, con un muretto al limite del dilettantismo. Un po’ come dare uno smartphone ad un bambino ed usarlo come un giocattolo. Si sono complicati la vita e la soluzione scelta per rimediare era peggiore del male.

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