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La squalifica di George Russell per un errore del team non toglie nulla, a parte punti e coppa, da una gara che ha visto come protagonista il lato umano del pilota.

In una F1 dove tutto viene gestito dai muretti, dove l’ingegnere di pista è parte integrante della vita del pilota, il giovane britannico ha fatto valere l’esperienza maturata prima in Williams e poi al fianco di un volpone come Lewis Hamilton.

Una F1 diventata bella da vedere, imprevedibile, dove tutti, a parte Sergio Perez potrebbero vincere. Una condizione di imprevedibilità che viene bene a Max Verstappen che può campare di rendita fino alla fine del mondiale.

Diverso è invece il discorso costruttori. La Red Bull è avanti, ma non così avanti da dormire sonni tranquilli. Se in McLaren cominciano a raccogliere i frutti del loro lavoro conquistando i punti che meritano potrebbero fare il colpaccio.

Lewis Hamilton 10: Stava rosicando come non mai. Una vittoria che aveva costruito con un ottima partenza ed un eccellente passo gara fin dall’inizio. Sicuramente non sarà troppo triste per il compagno.

Oscar Piastri 8: Non commette errori quando le cose diventano serie ed importanti. Alla partenza e nelle fasi cruciali di gara. La sua McLaren cambia passo da metà gara e prova a che a vincere nel finale. Sta crescendo molto più rapidamente del compagno.

Max Verstappen 7: Parte undicesimo con una monoposto in crisi ed un assetto sbagliato. Riesce comunque a fare la differenza e si mette alle spalle il suo rivale numero 1

Fernando Alonso 8: L’università dell’auto gli consente di fare di nuovo la differenza e di conquistare punti importanti con una tattica vincente.

Esteban Ocon 7: Punti di esperienza, sulla pista più difficile di tutte, dimostra che può fare la differenza. Un guadagno per la Haas.

Daniel Ricciardo 7: Il solito punto per il team di Faenza a Spa viene preso dal pilota che ha più esperienza nel team. Un punto che potrebbe proiettarlo sul sedile di Perez.

Charles Leclerc 6: Una pole position vecchia maniera. Una prestazione eccellente in condizioni critiche che poi non può essere garantita in gara. Non era lontano dai migliori ma con questo livello di competitività anche due decimi sono troppi al giro.

Carlos Sainz 6: Ha avuto la possibilità di poter adottare una tattica alternativa come Russell, ma in Ferrari non avevano il passo né l’usura gomme della Mercedes. Provarci non avrebbe fatto differenza ma poteva mettere la Ferrari davanti a Verstappen.

Lando Norris 5: Non sbaglia la partenza allo start, ma commette il solito errore durante lo svolgimento del primo giro che gli rovina definitivamente la corsa. Finisce dietro a Verstappen perdendo altri punti preziosi.

Sergio Perez 5: Partiva in prima fila, ma in gara è lento su dritto ed è lento anche in curva. Il suo capitano lo raggiunge e lo surclassa. Il posto è sempre più a rischio.

George Russell SV: Avrei dovuto dare dieci al pari di Hamilton, ma la squalifica ha influenzato il giudizio tecnico. Rimane una grandissima gara dove ha dimostrato che anche nella Formula 1 di oggi ipertecnologica e controllata meticolosamente dagli ingegneri c’è spazio per la fantasia e la tattica individuale.

Mercedes-AMG 3: Sbagliare il peso dell’auto nel giorno meno indicato non è possibile né corretto nei confronti del lavoro fatto da Russell. Resta una monoposto ben bilanciata competitiva nelle prime fasi e abbastanza veloce da poter gestire fino alla fine.

McLaren 5: Ancora una volta erano i più veloci, ma ancora una volta erano nella posizione sbagliata per poi attaccare. Devono recuperare Lando Norris, se continua così è tutta fatica sprecata.

Ferrari 6: Mancano un paio di decimi in termini di passo gara sul giro per essere lì a giocarsi la vittoria. Ma in una F1 dove ci sono otto auto in meno di 10 secondi, due decimi sono letteralmente una eternità.

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