Toprak Razgatlıoğlu ha ottenuto una nuova vittoria nel Campionato Mondiale Superbike, l’undicesima consecutiva per lui, eguagliando così il record di vittorie consecutive detenuto da Álvaro Bautista (2019 e 2023) e Jonathan Rea (2023). Il pilota turco sta dimostrando un livello superiore nella sua stagione di debutto con la BMW e si avvia con passo deciso verso il suo secondo titolo, dopo quello conquistato nel 2021 con Yamaha. Nemmeno il miglioramento mostrato da Bautista, autore di una spettacolare rimonta dalla 13ª alla seconda posizione sul podio (la sua 100ª in SBK) con il giro più veloce della gara, sembra essere sufficiente a fermare l’uomo del momento nelle derivate di serie.
Quello che si è visto nelle prove libere, infatti, non è stato lo stesso quando c’erano in gioco la posizione in griglia e i punti per la classifica. Nella lotta per la pole, Razgatlıoğlu non ha voluto dare speranze agli altri e ha subito segnato un 1:39.870 per candidarsi alla prima posizione di partenza. Ha confermato la pole nel suo secondo tentativo, scendendo a 1:39.783 per conquistare la sua quarta pole consecutiva. Álex Lowes con la Kawasaki si è dovuto accontentare del secondo posto, a un decimo dal leader, e Danilo Petrucci con la Ducati privata del team Barni ha ottenuto il terzo posto. Van der Mark, Bulega e Bautista hanno completato la seconda fila, con l’attuale campione a mezzo secondo da Toprak. Da segnalare in questa sessione la buona prestazione di Tito Rabat, 11°, davanti a nomi importanti come Bassani, Vierge, Gardner, Iannone, Redding o Rinaldi. Lecuona, invece, non è riuscito a segnare un tempo a causa di una caduta.
Quando il semaforo si è spento a Portimão, Razgatlıoğlu ha difeso la sua posizione, ma è stato superato da Lowes e Petrucci. Tuttavia, il turco si è ripreso e ha riguadagnato il secondo posto. Bautista, invece, intrappolato all’ingresso della curva 1, è sceso fino al 13º posto, iniziando così la sua rimonta. Razgatlıoğlu, da parte sua, ha chiuso il divario con la Kawasaki di Lowes, ansioso di iniziare a costruire la sua undicesima vittoria, tanto che ha commesso un errore alla curva 1 quando mancavano 18 giri alla fine. Le sue manovre hanno compattato il gruppo, tanto che Van der Mark si è ritrovato a ruota del suo compagno di squadra, indeciso se attaccarlo o meno.
L’indecisione è stata sfruttata da Petrucci, che ha sorpassato entrambi e si è portato in testa, aumentando la pressione su Razgatlıoğlu, che è andato di nuovo lungo alla curva cinque. Tuttavia, al pilota BMW importava poco di avere dietro Bulega, quinto, e Bautista, sesto dopo aver recuperato posizioni. Voleva l’11ª vittoria, scommettendo anche su un possibile zero. A 12 giri dal termine, la gara era divisa in due gruppi: Petrucci e Toprak lottavano per la vittoria, mentre Lowes, Van der Mark, Bautista (già quinto), Gerloff e Bulega combattevano per il podio. La pressione del leader del Mondiale su Petrucci, leader della gara, non si è placata con il passare dei giri, così come non si è placato l’attacco al podio di Bautista, che senza una partenza difficile avrebbe potuto puntare a qualcosa di più.
A otto giri dalla fine, Razgatlıoğlu ha sferrato l’attacco decisivo per recuperare la prima posizione e dirigersi verso il record che inseguiva a Portimão. I continui tentativi hanno permesso a Bautista di raggiungere il gruppo di testa, superando prima Van der Mark e poi attaccando l’agguerrito Petrucci per guadagnarsi il secondo posto. Tuttavia, il tempo perso in partenza e nella battaglia con il pilota del team Barni gli ha impedito di fare di più, come impedire il record raggiunto da un Razgatlıoğlu che sembra inarrestabile.
