Straordinaria la Q2 di Jorge Martín al GP d’Austria, con un giro perfetto che lo ha portato a segnare un supersonico 1:27.748 che è il nuovo record della pista. Quest’anno è arrivato al Red Bull Ring con come riferimento l’1:28.533 di Bezzecchi dell’anno scorso, un riferimento che è andato in frantumi.
Lo spagnolo sarà accompagnato in prima fila da Bagnaia, a soli 0.141 dalla vetta, e da Márquez, con un terzo posto che supera di gran lunga le aspettative del giorno precedente, quando aveva detto che avrebbe firmato la seconda fila. Ottima posizione di partenza per il pilota della Gresini Racing, che non partiva così avanti dai tempi del Mugello. Certo, la sua differenza con i due leader è stata di mezzo secondo, cosa che gli rende difficile pensare di poter tenere testa a loro per la vittoria nella volata di questo pomeriggio, ma sembra più preparato per farlo nella gara di domani, perché si sente più ritmico e si vede già a “mezzo passo da loro”.
La seconda fila è stata lasciata ad Aleix, Miller (che ha raggiunto la Q2 dalla Q1 ed è diventata la migliore KTM) e Maverick. Il terzo, Bastianini, Morbidelli e Bezzecchi. E il quarto, per Pol (anche lui reduce dalla Q1 e infortunato in una scivolata alla curva 3 che gli ha impedito di qualificarsi meglio), Álex Márquez e Binder. Più indietro saranno Acosta 14°, Augusto Fernández 16°, Mir 19°, Raúl Fernández 20° e Álex Rins 21°. Chi non prenderà parte per infortunio è Di Giannantonio, che ieri si è lussato la spalla sinistra.
Un giro al centro medico l’ha fatto anche Martinator che si è tagliato il pollice della mano sinistra venerdì sera, uscendo dalla doccia, e ha rimediato dei punti di sutura. Il dottor Charte lo ha osservato per tutta la mattinata e, una volta in sella alla sua Ducati, non ha avuto problemi a distruggere il record della pista. Vediamo se non gli darà filo da torcere sulle distanze di gara lunga e mezza gara, nemmeno in volata, perché arriva in testa a questa manifestazione con tre punti di vantaggio su Pecco che qui ha vinto negli ultimi due anni, quindi fermarlo sul tracciato austriaco gli darebbe molto morale.
Foto: Mazzocco Alessio
