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Test Drive: Volkswagen Passat Variant, 1.5 eTSI e 2.0 TDI, la classe operaia va in paradiso ma non gratis!

La Volkswagen, quando ha deciso che la Passat doveva essere venduta con carrozzeria familiare Variant, ha vinto la sua scommessa. La nona generazione implementa la gamma motori migliorando le possibilità offerte dell’elettrificazione. La motorizzazione eTSI 1.5litri oggetto della prova adotta un nuovo sistema MiHEV, mild hybrid a 48v più efficiente. Anche la top di gamma Hybrid Plug per porta la sua autonomia in elettrico oltre i 100km, mentre rimane ancora in listino la motorizzazione diesel. Anche la tecnica si evolve con la possibilità di sospensioni adattive e tanta tecnologia. Insomma, numeri per salire dal segmento generalista direttamente nell’olimpo premium!

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E andiamo!

La Passat Variant, mette d’accordo tutti. Dal manager che usa la vettura come auto di rappresentanza all’automobilista più conservatore a cui serve spazio per una bella famiglia. Guardando la nuova Passat di lato, si nota come sia cresciuta nelle dimensioni restando una classica berlina bassa e filante con uno CX 0,25. Senza attaccare i SUV e senza voler fare ragionamenti da populisti dell’auto è chiaro che una maggiore efficienza aerodinamica aiuta il consumo di carburante.

La lunghezza sfiora i 5 metri con un passo allungato a 2,84 metri che produce effetti benefici per lo spazio consentendo di distendere meglio le gambe per i passeggeri posteriori. Il vano di carico, infatti è enorme con 690 litri che possono diventare 1920 litri a schienali dei sedili posteriori abbattuti.  

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Interni di alta qualità

Gli interni appaiono impeccabili già quando si apre la porta prima si salire. Il guidatore ha una sensazione di qualità riservata alle Audi. Per guadagnare spazio sul tunnel centrale dove è stato ricavato un ampio vano, la leva del cambio automatico, unico disponibile è stata spostata a destra del piantone dello sterzo.

Questo, però, ha complicato le funzioni dell’utilizzo del tergicristallo spostato sulla leva dell’indicatore a sinistra, mentre gli interruttori per la luce si trovano, come sempre nella parte inferiore del cruscotto. La riorganizzazione degli interni ha consentito di ricavare anche degli scomparti utili per stipare oggetti di uso comune come cellulari o porta vivande.

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Sistema multimediale rinnovato e funzionale

Il sistema multimediale, sul modello in prova era disponibile con il monitor tablet da 15 pollici posizionato al centro della plancia. Il nuovo impianto multimediale migliora la risoluzione dello schermo e la velocità di risposta con la nuova interfaccia che utilizza due barre menù. La barra superiore può essere personalizzata in modo da poter usare le funzioni più importanti in modo più rapido. Il sottoscritto, per esempio, ha dedicato come funzione a comando rapido quella del parcheggio automatico assistito. Le dimensioni, infatti, sono importanti con i montanti spessi. Il sistema automatizzato ha reso molto più semplice accedere gli stalli del classico centro commerciale, per esempio.

La barra controllo in basso mostra i comandi per il controllo del climatizzatore con distribuzione dell’aria, ventilatore, regolazione del riscaldamento del sedile e così via. Per un rapido accesso ai vari menù del sistema c’è un pulsante digitale che offre un percorso più rapido ai vari sottomenù di controllo. A proposito di comandi, le due pulsantiere del volante finalmente sono di tipo fisico e non a sfioramento, un piccolo passo in attesa di avere delle manopole per la gestione del condizionatore come succede sulle cugine Skoda.

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Motore benzina MiHEV 48v 150cv

La gamma motori è ampia, per la prova mi è stato consentito di guidare il nuovo 1.5 eTSI da 150 CV aggiornato con il sistema Mild Hybrid da 48 volt. Questa tecnologia usa un generatore BSG comandato tramite cinghia ma con una potenza di 23cv e 25 Nm di coppia. Il nuovo sistema consente di agire come supporto al motore benzina per sviluppare potenza, ma anche di permettere la trazione elettrica nelle manovre a bassa velocità ed in veleggiamento a pressione del gas minima grazie alla presenza della batteria ad ioni di litio da 48 V.

Il sistema consente un risparmio in termini di consumi del massimo del 15% grazie alla nuova unità di controllo che tende a rendere più semplice il suo utilizzo anche per i neofiti della guida ibrida poco inclini al veleggiamento. I guidatori che hanno una certa esperienza alla guida di sistemi ibridi di vario genere e livello, troveranno molto più semplice far funzionare il mild hybrid Volkswagen con un risultato netto in termini di consumo o erogazione di potenza.

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Tecnologia Mild Hybrid 48v evoluta

La tecnologia MiHEV 48v non è la sola componente che la nuova Passa usa per risparmiare carburante affiancandosi al sistema di disattivazione selettiva dei cilindri (ACTplus). Nelle situazioni di traffico dove il motore elettrico non riesce a funzionare da solo, ma il motore benzina è acceso con un fabbisogno di potenza minimo, i cilindri attivi diventano due. Il motore benzina funziona con la metà della potenza aumentando l’efficienza dei cilindri attivi. I tecnici tedeschi hanno lavorato anche sui componenti interni del motore per limitare le perdite di potenza quando questi sono mossi in modo passivo. Alla guida non si avverte il passaggio da due a quattro cilindri in modo fisico, e l’insonorizzazione è abbastanza curata da non avvertire la diversa sonorità del motore quando funziona a due cilindri.

Il lavoro svolto dai tecnici Volkswagen in termini di isolamento dell’abitacolo sia per assorbimento delle buche che per l’isolamento acustico è di eccellente livello. La Passat si guida che un piacere, dolce, gradevole e non viene da pensare a nessuna trasmissione, nemmeno il migliore dei cambi manuali al posto del DSG. Una trasmissione fluida e piacevolissima con qualche limite solo se si pretende uno sfruttamento sportivo dell’auto dove la risposta diventa leggermente lenta e impacciata.

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C’è anche il diesel in prova da 150cv

Mi è stata data anche la possibilità di guidare la versione 2.0 TDI  da 150cv senza l’ausilio di elettrificazione. La potenza è la medesima del motore benzina ed è abbinato allo stesso cambio DSG, ma il comportamento dell’auto è completamente diverso. Per quando il 1.5 eTSI mi è veramente piaciuto risultando uno dei motori più piacevoli ed efficienti di questa fascia di cilindrata e potenza, la coppia di 360Nm, ben 110Nm in più generati dal motore a gasolio, rappresenta un’altra percezione della ripresa dell’auto. La differenza tra i due propulsori non è, infatti in accelerazione dove hanno mostrato gli stessi valori per lo scatto sullo 0-100km/h ma con una differenza netta in ripresa per effettuare un sorpasso o un cambio di passo in salita.

La forza del diesel schiaccia letteralmente il motore benzina lasciandolo al palo. Non avendo nessun ausilio elettrificato, il consumo di attesta comunque un ottimo valore di 4.9litri/100km fatti registrare nel corso della prova. Il fratello a benzina ha fatto registrare con una guida attenta un valore di un punto superiore 5.4litri/100km che conferma le ottime doti di efficienza di quest’ultimo.

La poca differenza indica come maggiormente adatto all’uso autostradale del motore a gasolio, consigliando a chi percorre circa 10.000km all’anno di scegliere la motorizzazione benzina. Per coloro che si trovano nella fascia centrale dei 15.000km/anno, non resta che guidare entrambe le auto e capire quale dei due motori riesce a soddisfare le proprie esigenze di piacere di guida.  

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Comportamento sicuro ed affidabile

Il comportamento stradale è fortemente influenzato dall’assetto votato al comfort. La Passat è una vettura sicura, composta, ma la dinamica di guida non è troppo coinvolgente. Purtroppo, la vettura in prova sia benzina che diesel anche in allestimento di quest’ultima R Line non era dotata dello Adaptive Chassis Control Pro – DCC PRO.

Un sistema che, sulla carta, consente la compensazione adattiva del rollio riducendo l’inclinazione laterale in curva migliorando la stabilità alla guida. Avendo provato altri sistemi simili su vetture della concorrenza di livello premium, posso dire senza essere smentito che la sua presenza avrebbe consentito di migliorare la dinamica di guida senza pregiudicare il comfort.

Questo rende il dispositivo come una accessorio imprescindibile quando si deve configurare la vettura. In particolare, questo sistema adatta in funzione del percorso che si trova davanti la reattività delle sospensioni ed inoltre attraverso il monitor principale si può agire sul tuner per il controllo della rigidezza delle sospensioni anche diversamente da quanto previsto dalle modalità preimpostate da parte del conducente. Un valore aggiunto notevole per i guidatori più esperti!

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Il prezzo sale al livello premium

Se il livello della Passat Variant sale da generalista a premium anche il prezzo cambia di conseguenza, non ci sono pasti gratis nel mondo dell’automotive. La Passat 1.5 eTSI ACT R-Line DSG, parte da 50.800 euro, a cui vanno aggiunti ancora pacchetti per il comfort, la guida semi autonoma e la dinamica secondo le esigenze che può portare a salire anche fino a quota 55.000 euro. La corrispettiva versione diesel da 150cv 2.0 TDI SCR EVO 110kW R-Line DSG sale senza accessori a 54.000 euro che può lievitare di conseguenza a 59.000 euro.

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Conclusioni

La Passat Variant, è un auto che porta la classe operaia in paradiso. Il problema è che il passaggio non accade senza traumi, soprattutto per il prezzo. Rispetto alle premium canoniche, la Passat Variant offre il bagagliaio più grande della categoria, una gamma motori ampia ed evoluta ed un diesel con due livelli di potenza. Le finiture sono adeguate al prezzo al livello della cugina Audi se non addirittura superiori.

Rimane da convincere il classico cliente premium che avere il marchio VW davanti alla mascherina non sua sminuire la propria immagine. Inoltre, visto che hanno corretto la topologia di comandi al volante, potevano utilizzare i comandi analogici anche per il controllo clima. Infine, viste le dimensioni si poteva inserire almeno nel listino accessori un retrotreno sterzante per migliorare le manovre in spazi stretti.

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