I romani la chiamavano “cardo”, quella lunga strada che collegava Piacenza con Rimini, oggi è la Via Emilia che per gli appassionati di motori è meglio conosciuta come la Motor Valley.
Per i nostri antenati era il fulcro dell’Impero Romano, oggi questa area così estesa è l’Impero dei motori che “sforna” ogni anno giovani talenti. La lunga Via Emilia di 373,3 Km termina in Romagna, terra dei più famosi piloti che hanno e continuano ad influenzare il mondo dei motori. Focosi, ribelli, teste calde, “pataca” con in testa sempre la velocità e un amore incontenibile per i motori: questi sono i romagnoli del passato, di oggi e sicuramente del futuro. Ad alimentare tutta questa loro temperanza è sicuramente l’avvicinamento al circuito Marco Simoncelli di Santamonica a Misano Adriatico che ogni giorno risveglia lo spirito dei romagnoli a suon di motori.
Strade colme, in ogni stagione dell’anno, con la pioggia o con il sole, di adolescenti che sfrecciano con i loro motorini per andare a scuola o per ritrovarsi nei piazzali e cimentarsi in meccanici, ingegneri, telemetristi e piloti. Ieri come oggi nulla è cambiato. Ad influenzare questo clima sicuramente sono stati i primi circuiti cittadini nella città romagnola della moda, Riccione, dove a competere erano grandi nomi del motociclismo italiano Dario Ambrosini (pilota degli anni ‘50), Pasolini, Bianchi, fino ad arrivare agli anni Novanta con i circuiti così come li conosciamo adesso con Capirossi, Dovizioso, Pasini, Simoncelli, Bastianini, Bezzecchi, Marini e colui che ha rivoluzionato il mondo del motociclismo: Valentino Rossi che ha accolto la passione di tanti ragazzi aiutandoli a crescere e ad entrare in questo mondo.
Dall’amicizia con Pasini e Simoncelli, le lunghe giornate passate ad allenarsi insieme a quella che veniva chiamata “la Cava”, Valentino, nel 2010, sul terreno in cui sorgeva la casa della nonna Walterina di Andrea Migno costruisce il Ranch da cui avrà poi origine l’Academy con i primi piloti Franco Morbidelli e il già citato Andrea Migno. È qui che ogni buon appassionato di motori sogna di arrivare, che sia come pilota o che sia come spettatore, un luogo magico con curve, terra e polvere che si alzano al rombo dei tanti motori.
Tavullia è il luogo in cui nascono il Ranch, l’Academy e che accoglie i futuri piloti da ogni parte d’Italia e del mondo grazie al clima che si respira. In Romagna i giovani trovano un luogo dove poter crescere nella loro carriera di motociclisti con la speranza di essere scelti dal loro idolo indiscusso, Rossi, per entrare a far parte della sua Academy. C’è chi ci riesce come Marco Bezzecchi e Luca Marini che fin dalla giovane età hanno potuto far tesoro dei consigli e dell’esperienza del “Dottore” fino ad arrivare ad oggi ad avere un ruolo nella massima categoria.
Nella Rider’s Land, dove la velocità è accompagnata da una buona piadina c’è anche chi non ha il privilegio di essere all’interno della “scuola” di Valentino Rossi, ma che ha i motori e il talento nel sangue: classe 1997, Enea Bastianini fin dal suo esordio in Moto 3 ha dimostrato le sue capacità di stare sui più importanti tracciati del mondo. Tuttavia la Motor Valley non è solo terra di talentuosi motociclisti, ma è un viaggio che ogni appassionato di motori dovrebbe compiere come un pellegrinaggio che ha la sua meta finale presso il circuito di Santa Monica a Misano Adriatico.
Dodici il numero di mete di questo lungo viaggio che alterna quattro ruote e due ruote. Si parte da Piacenza che ospita la casa automobilistica AF corse per poi scendere e soffermarsi a Varano de Melegari con la casa automobilistica Dallara e uno dei primi circuiti che si incontra su questo tragitto: l’autodromo Riccardo Paletti. Con rapidità si arriva in derapata nel triangolo della velocità con ai vertici Reggio Emilia, Modena e Bologna. Specialità culinarie come mortadella e tortellini che hanno cresciuto le case motoristiche per eccellenza dal rosso Ferrari passando per Maserati e Lamborghini fino al rosso Ducati.
Tonalità di rossi che nel mondo hanno un solo significato: la Motor Valley, il regno della velocità, il simbolo del motorsport italiano dove tutti ambiscono ad arrivare. Prima di concludere questo pellegrinaggio velocistico nella terra romagnola sorge un altro importante tracciato che è palcoscenico delle quattro ruote: il circuito Dino e Enzo Ferrari immerso nel verde della città di Imola dove il primo maggio del 1994 perse la vita Ayrton Senna ricordato da un memoriale alla curva del Tamburello.
Questo viaggio meraviglioso si conclude al curvone del Carro del circuito di Misano Adriatico intitolato a Marco Simoncelli. Tra il mare dei ricordi, per strada si vedono sfrecciare spesso i piloti del momento, li si vede allenare, li si vede a cena nei ristoranti o a gustarsi una buona piadina romagnola in compagnia dei loro amici. Lì dove, Bastianini, Bezzecchi, Marini vivono la loro quotidianità e la condividono insieme ai loro compaesani a cui trasmettono e condividono il mondo delle due ruote.
Un Impero quello della Motor Valley che termina nella Rider’s Land dove giovani romagnoli, futuri piloti e piloti professionisti crescono a suon di motori, derapate e di un “ L’è ‘rvat ad scaranèda te Curvone, quel Pataca”
Erica Zizzi
