Spesso la vittoria è figlia dell’istinto non del calcolo. La differenza che c’è stata tra l’atteggiamento del giovane Piastri, più acerbo ed ancora lontano dai ragionamenti da ragioniere che la moderna F1 e l’attendismo di Leclerc ormai ingabbiato in questa concezione del calcolo sull’usura gomme ha portato la vittoria all’australiano.
La verità è che anche avendo ragione sulla questione gomme, al monegasco è mancata quella arrembante audacia che lo ha costretto ad un paio di tentativi infruttuosi rovinando poi le gomme che con tanta cura aveva conservato quando ha subito il sorpasso dal giovane australiano.
La McLaren è più forte, questo è indiscutibile, lo testimonia il meritato primo posto nel campionato costruttori, ma la Ferrari mastica amaro. La sensazione che con un po’ di aggressività in più si poteva vincere rimane. A Bakù è mancato il lato umano, quello del pilota che sopperisce alla mancanza della monoposto e fa la differenza.
Oscar Piastri 10: Ha vinto la gara con il classico gesto da pilotaggio. Un sorpasso quando era il momento come deve fare un pilota che vuole vincere, senza calcoli, senza pensarci troppo.
Charles Leclerc 5: Subisce il sorpasso che gli fa perdere la gara per poi cimentarsi in un paio di tentativi sterili ed inutili, sempre uguali, sempre con lo stesso risultato. A poco serve il rammarico, un brutto secondo posto.
George Russell 7: Una gara anonima, passata a cercare di comprendere le gomme. Il passo non c’era ma come sempre si fa trovare al posto giusto al momento giusto per raccogliere un podio insperato.
Alexander Albon 7: Una volta tanto gli viene bene. La Williams sta copiando la McLaren nella sua fase di crescita, il risultato di Albon ne è la dimostrazione la strada è giusta ed i piloti ripagano.
Franco Colapinto 7: La migliore scelta che potevano fare cambiando il pilota argentino con Seargeant. Un cambio arrivato nel momento in cui la macchina rende meglio, perché è il momento di recuperare punti.
Oliver Bearman 7: Un talento, sostituisce Magnussen e fa la differenza subito. Prende i punti al posto della Roccia, il capitano Hulkenberg. Più di un dubbio sul ritorno del danese.
Lando Norris 6: Racimola qualche punticino. Non serve a gran che, ma se commette errori che lo mettono lontano dal vertice non può che rammaricarsi per aver recuperato solo tre punti, mentre il suo compagno ancora una volta vince.
Max Verstappen 6: La monoposto non rende, prova a fare il massimo, si prende quello che può e limita i danni per evidente inefficacia degli avversari. Il mondiale è sempre più vicino.
Fernando Alonso 6: Una gara senza brividi, tranquilla e serena approfittando della carambola nel finale.
Lewis Hamilton 6: Una gara tranquilla partendo dai box, con questa Mercedes non si poteva fare di meglio.
