Cinquantadue anni di storia del motociclismo racchiusa tra le curve del Misano World circuit. Se potesse parlare il tracciato ne avrebbe di aneddoti da raccontare. Era l’anno 1972 quando fu inaugurato il circuito di Santa Monica, utilizzato negli anni della Seconda Guerra mondiale come pista di atterraggio di un aeroporto militare.
Il 1972 è l’anno della fine dei circuiti cittadini e l’inizio dell’epopea dei tracciati che ancora oggi conosciamo, proprio come quello di Misano Adriatico. Negli anni Sessanta tra le sinuose colline romagnole prende forma il disegno ideato da Enzo Ferrari e seguito nella costruzione dall’ingegnere Cavazzuti.
Ci vollero ben due anni dalla fine dell’edificazione del “colosso” divenuto tra i più famosi circuiti al mondo con l’inaugurazione della gara automobilistica disputata il 6 agosto 1972 e la settimana successiva con il debutto delle motociclette con le vittorie di Giacomo Agostini
nelle 350 e Renzo Pasolini nelle 250. Dal debutto di cinquantadue anni fa su scala mondiale le sue curve vengono ancora oggi denominate e conosciute con il nome di “Tramonto”, “ Bruta Pela”, “Carro” e “Quercia”.
Le modifiche in cinquant’anni di storia
In tutti questi anni la struttura del circuito è stata modificata rispetto alla planimetria iniziale inaugurata nel 1972. Inizialmente il tracciato era lungo 3.488 metri con piccoli box all’aperto. Motociclisti e automobilisti durante le loro competizioni giravano in senso antiorario.
Le modifiche sono iniziate nel 1993 con l’allestimento di una nuova palazzina box più tecnologica e con più comfort, ma soprattutto con l’allungamento del tracciato a 4.060 metri.
In questo modo la pista di Misano Adriatico è stata utilizzata in due versioni: corta e lunga. È negli anni 2000 che il World Circuit subisce la maggior parte di rivisitazioni a partire dalla costruzione di nuove tribune, la A e la B, nella curva del Carro. Curva in cui nel 2005 viene aperto un nuovo ingresso prima in Via del Carro e poi denominata via Daijiro Kato in memoria del pilota giapponese deceduto nel 2003.
In occasione del ritorno della gara internazionale di motociclismo il tracciato è stato ulteriormente allungato a 4.180 metri e la pista allargata a 14 metri fino all’eliminazione della variante alla curva Bruta Pela. Infine sono state costruite altre tribune per accogliere, così, un totale di 52.000 spettatori provenienti da tutto il mondo.
Nel 2017 in occasione dei 45 anni dalla nascita del tracciato romagnolo il circuito cambia colori: richiamando il mare e le colline il grafico designer, Aldo Drudi, reinventa le curve del tracciato dipingendole di bianco, blu, azzurro e giallo. Francesco Bagnaia e Jorge Martin e tutti gli altri piloti nel weekend del Gran Premio dell’Emilia Romagna si sfideranno su quello che una volta era un aeroporto militare, in 27
giri in senso orario ciascuno di 4.226 metri con un alternarsi di 10 curve a destra e 6 a sinistra.
Cambiano i protagonisti che si sfidano, cambia la sua struttura, ma la storia del World Circuit di Misano Adriatico, intitolato a Marco Simoncelli, sarà sempre la stessa con una sfida in più da raccontare ogni anno.




