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WSBK Aragon, Gara 1: Il ritorno di Iannone

L’italiano in sella alla Ducati, Nicolò Bulega nella mattinata ha conquistato la pole position con un incredibile tempo di 1.47.840 seguito da Andrea Iannone e da Alvaro Bautista.

Il rivale di Bulega, Razgatlioglu è partito dalla quinta casella, preceduto da Danilo Petrucci.

Alle 14.00 si sono accesi i motori e il semaforo verde, ma i piloti non hanno completato nemmeno un giro che a causa di un problema tecnico alla moto di Sam Lowes che ha provocato in seguito la sua caduta, la gara è stata sospesa per permettere alla direzione gara di ripristinare il tracciato.

Rispetto al regolamento la gara è stata accorciata di un giro e riprogrammata con 17 giri.

A non effettuare la ripartenza di gara è il poleman Nicolò Bulega che in seguito al secondo warm up esce dal tracciato e si ritrova sulla ghiaia, così è costretto ad arrestare in anticipo la sua gara. 

Due le caselle vuote in griglia di partenza con un Iannone che si ritrova in pole position e a comandare i primi giri sono state le due Ducati indipendenti dei due piloti italiani: Iannone e Petrucci.

Il rivale di campionato di Bulega, Razgatlioglu, si ritrova in terza posizione, ma consapevole dell’assenza del pilota italiano riesce a spingersi e a posizionarsi in seconda casella. A perdere durante la gara è Locatelli che subito dopo la partenza si trovava in quinta posizione, ma in seguito ad un errore il pilota si è ritrovato in sedicesima posizione. 

Il gruppo rimane compatto con un pilota, Iannone, che detta il ritmo in 1.50.000 per tutta la gara inseguito dal leader mondiale.  Bautista cerca di rimanere vicino alla testa della corsa grazie anche ai continui passaggi tra Petrucci e A. Lowes. Il pilota ducatista, Petrucci riesce ad avere la meglio e a posizionarsi in terza posizione. Bautista non si arrende e prima dell’inizio dell’undicesimo giro si piazza davanti all’italiano. 

La lotta prosegue per il terzo posto coinvolgendo Petrucci, A. Lowes e Bautista con un Petrucci che si porta in prima posizione e Bautista che alla curva 1 commette un errore ritrovandosi in quarta posizione. Iannone non si arresta e combatte con Petrucci conquistando nuovamente il primo posto. 

Duello fino all’ultimo giro con Petrucci che sorpreso per i sorpassi a destra e a sinistra da un esperto Iannone e da Gerloff si ritrova in quinta posizione costretto a sette giri dalla fine a ricostruire tutta la gara. Il trio di testa Iannone, Gerloff e Razgatlioglu ottengono un vantaggio di 0.875 dal resto dei piloti con Bautista e Petrucci che lottano per il quarto posto. 

Intanto in seguito all’errore, Locatelli risale in decima posizione. Gerloff, superato dal leader mondiale, non molla la coda di testa, ma Iannone firma il giro più veloce in 1.49.094, compiendo a tre giri dalla fine quasi il record della pista.

Ottima prestazione per il pilota di Go Eleven che protegge la sua posizione dal leader mondiale che lo segue firmando ancora una volta il tempo di 1.49.118. Bautista riprende le due BMW che lo precedono, mentre Petrucci è costretto ad accontentarsi del quinto posto.

Iannone non si arresta e con un secondo e mezzo di vantaggio firma nuovamente il giro più veloce. Con la sua fenice stampata sul casco, dopo un passato sofferente, Iannone conquista il gradino più alto del podio seguito da Razgatlioglu e Gerloff. 

Una vittoria in risposta ai tanti momenti difficili fatti di critiche, ma una rivincita importante per il pilota italiano. Dopo un’odissea di sofferenze, Iannone si trova sul gradino più alto del podio.

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