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F1: Gp Messico, Pagelle “finita l’immunità!” di GM

Dopo la vittoria di Sainz ed il podio di Leclerc si può realmente parlare di ricorsa al titolo costruttori per la Ferrari. Gli avversari, McLaren in prima linea, non sono inarrivabili ma soprattutto sono battibili con una buona strategia ottimizzando le possibilità offerte dalle condizioni di pista.

Inoltre, bisogna sfruttare il cambiamento del vento politico in Formula 1. Per la prima volta il campione del mondo ha capito che il suo atteggiamento difensivo era concesso dalla volontà di commissari con manica eccessivamente larga quando si trattava dell’olandese. In Messico Verstappen deve aver capito che non è più nelle grazie della politica di sistema.

Se il sistema sta cambiando modo di ragionare dal punto di vista umano, ancora di più sarà importante far valere le ragioni della Ferrari quando ci saranno decisioni che la coinvolgono tanto per gli eventi in pista, quanto per le questioni regolamentari e soprattutto tecniche. Ora è il momento di dare il colpo di reni per conquistate un titolo costruttori che manca da troppo tempo e che potrebbe fare da volano per la ripresa definitiva nel 2025.

Carlos Sainz Jr 10: Un dominio assoluto, dal primo metro del venerdi all’ultimo metro della domenica ha dimostrato di poter essere un campione assoluto. Una bella vittoria, una gara che segna una svolta soprattutto per la rincorsa al mondiale costruttori.

Lando Norris 7: Una brutta partenza, non una bella prima parte di gara dove ancora viene messo ancora una volta alle corde dal campione del mondo. Ci è voluta la mano ferma dei commissari per difenderlo dal bullismo in pista di Verstappen. Ma deve imparare a cavarsela anche da solo per diventare campione del mondo.

Charles Leclerc 7: Non riesce a far rendere al meglio la monoposto al pari del compagno. Non riesce a gestire bene le gomme quando gli viene servito su un piatto d’argento la seconda posizione. Ma soprattutto ha rischiato di perdere tutto. Un podio che serve al team, ma con questo Sainz deve fare di più.

Nico Hulkenberg 7: Partiva più indietro rispetto al compagno, ma con una gara accorta ed un buon passo recupera posizioni fino a prendere qualche punto in più del decimo posto sulla griglia. Una garanzia, una certezza quando la monoposto ha una resa discreta.  

George Russell 6: Una gara senza infamia e senza lode. Ha battagliato per tutta la gara con il suo capitano vincendo la sua piccola battaglia personale.

Kevin Magnussen 6: Doveva portare a casa i punti sfruttando la buona posizione di partenza ed una Haas in forma. Risultato ottenuto stando lontano dai guai.

Oscar Piastri 6: Una prestazione discreta in recupero, ma il suo rendimento altalenante rischia di diventare il tallone di Achille della McLaren.

Lewis Hamilton 5: Partiva davanti al compagno ma non è riuscito a difendersi in gara dal suo attacco. Mediocre come prestazione.

Max Verstappen 5: Non gode più dell’immunità politica. Ora se allarga in difesa per buttare fuori l’avversario la paga ed anche cara. Una cambiamento con cui deve fare i conti per il titolo piloti.

Pierre Gasly 5: La Alpine ha migliorato la sua prestazione assoluta con una buona qualifica ma non riesce a confermare se non in parte la prestazione un gara. Un punto che muove la classifica sperando che rappresenti un inversione di tendenza.

I commissari del Messico 8: Ad essere sinceri, passare da 0 penalizzazioni a 20 secondi al campione del mondo in una sola gara, ha più il sapore di un enorme presa per i fondelli che di una corretta interpretazione delle regole. Potremmo dire, meglio tardi che mai, per tutti tranne Lando Norris, ma la sensazione è che il destino del britannico importi veramente a pochi.

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