Una volta si diceva che un certo Juan Manuel Fangio vincesse solo per la scelta della macchina migliore ogni volta che cambiava casacca. Poi venne il Gp del Nurburgring del 1955 dove vinse recuperando un intero giro di distacco accumulato sul compagno, un certo Stirling Moss con la stessa Mercedes, mica Sergio Perez. Sta di fatto che l’argentino consacrò i suoi cinque mondiali entrando, con quella gara, nella leggenda del motorsport.
Alla domanda se c’era un pilota che gli somigliasse e potesse raccogliere il testimone, lui indicò come erede un certo Ayrton Senna. Il brasiliano a sua volta si consacrò nella leggenda con il Gp di Donington del 1993, dove sovrastò tutti in modo monumentale. Nel Gp del Brasile 2024, è toccato a Max Verstappen entrare nella leggenda sbriciolando, sottolineandone la pochezza dell’unico rivale Lando Norris.
Le dichiarazioni post gara del britannico sulla fortuna della Red Bull nel restare fuori nel momento migliore, suonavano come una puerile scusa. Sarebbe stato più bello se avesse ammesso la schiacciante inferiorità di pilotaggio nei confronti di una leggenda vivente come oramai la si può considerare quando si parla di Max Verstappen. Un certo Damon Hill mentre un altro Campione chiamato Schumacher lo batteva con le gomme slick sul bagnato applaudiva al passaggio del rivale mentre era a bordo pista finito fuori nell’erba con le gomme giuste quelle da pioggia nel 95!
Max Verstappen 10: Dovremmo andare ben oltre il massimo voto. Una prestazione che si ricorderà negli annali e che definisce inequivocabilmente chi è il campione del mondo 2024 per la quarta volta.
Esteban Ocon 8: Corre senza commettere errori. Sfrutta al meglio la buona qualifica, l’ottima partenza e la strategia coraggiosa. Punti importantissimi per un team che non poteva perdere questa occasione.
Pierre Gasly 8: Si è unito alla festa della Alpine con un ottimo passo gara, pochissimi errori e tanta sagacia nel portare a casa un risultato cruciale per il mondiale del team.
Charles Leclerc 7: Una prestazione altalenante, ma salva il salvabile, soprattutto tiene dietro l’avversario diretto limitando i danni per i punti in classifica costruttori. Non si poteva chiedere di più e di meglio.
Liam Lowson 7: Lotta con tutti e tutti per tenersi i punti, ma soprattutto mette in riga un Sergio Perez ormai alla frutta.
George Russell 6: Poteva andare meglio, il passo all’inizio era buono come la partenza, ma poi con il peggiorare delle condizioni della pista è emerso un assetto non congeniale della sua monoposto. Poi paga la scelta conservativa delle gomme, ma anche in quel caso il pilota campione fa la differenza.
Oscar Piastri 6: La penalizzazione gli rovina la gara, ma riesce comunque a limitare i danni raccogliendo qualche punticino utile al team.
Lewis Hamilton 6: Costretto a lottare con i ragazzini pestiferi, non riesce ad andare oltre l’ingresso in zona punti. Nel 2025 sarà ancora peggio, ci saranno ancora più ragazzini con le spalle larghe.
Yuki Tsunoda 5: In teoria avrebbe fatto la scelta giusta nel montare le gomme da bagnato pesante nel momento di pioggia maggiore. Ma un pilota che esperto sa che può attendere e quando rischiare indirizzando il team. Purtroppo, avere ragione quando si perde non serve!
Lando Norris 4: Ci sono abbastanza batoste prese durante il Gp del Brasile da indurre ad appendere il casco al chiodo. Nel post gara si sono sentiti gli stridii delle unghiette che scivolavano sullo specchio quando ha parlato di fortuna dell’avversario.
Fernando Alonso 8: Per il coraggio, la resistenza, ma soprattutto per non averle mandate a dire agli organizzatori del Gp del Brasile come solo lui sa fare.
Gli asfaltatori di Interlagos 3: Peggio di loro solo quelli che hanno asfaltato la Salerno-Reggio Calabria. Il tracciato di Interlagos aveva più avvallamenti di tutta Roma messa assieme, una vergogna per un tracciato che vuole ospitare la F1.
I geni che compongono i calendari F1 8: Spostare il Gp del Brasile ad inizio novembre è una genialata che manco a farlo apposta veniva così bene. Magari alla prossima sposteranno Miami nel bel mezzo del ciclone Stefano!
La coppia Vasseur-Brawn 3: Si imbucano alla rispettive feste in modo goliardico, quasi peggio dei bacetti che si scambiavano Dominicali e Whitmarsh. Come erano belli i tempi quando Ron Dennis e Cesare Fiorio si odiavano cordialmente.
