La Volkswagen Tiguan giunge alla terza generazione con una nuova piattaforma tecnologica. Crescono le dimensioni incrementando la lunghezza di tre centimetri. La gamma motori prevede ancora la presenza sia di propulsori benzina con l’aggiunta di tecnologia mild hybrid 48v che diesel oltre oltre alle aggiornate ibride Plug In con un range di potenza che va dai 131cv entry level ai 272 CV. Inoltre è disponibile sia a trazione anteriore che con trazione integrale 4MOTION ma per tutte le motorizzazioni è previsto il cambio automatico. Il prezzo di partenza è di 36.210 euro, già leggermente più alto delle media entry level del segmento.
Nello specifico ho avuto modo di testare tre motorizzazioni. Il 1.5 eTSI 150cv con tecnologia MiHEV 48cv, il diesel tradizionale sia da 150cv che un assaggio della più potente 193cv. A questo punto non resta che scoprire che quanto sia difficile per la Tiguan lasciare la comfort zone delle vetture generaliste di segmento medio, dove spopolava, per entrare nel sempre più affollato segmento delle SUV medie premium dove le aspettative sono molto diverse.

E Andiamo!
Volkswagen afferma con il nuovo stile, decisamente più monolitico rispetto al modello precedente, si è raggiunti un’efficienza aerodinamica tale da ottenere uno CX di 0,28. Un risultato ottenuto anche grazie a soluzioni stilistiche e tecnologie atipiche come le prese d’aria verso il radiatore poste lati del paraurti piuttosto che centralmente.
Non appena si apre la porta si incontra un abitacolo con un’impostazione diversa dal solito, pensando ad una Volkswagen. La plancia è dominata dal grande schermo per il nuovo sistema multimediale che per le versioni R Line in prova era da 15 pollici con la nuova interfaccia del sistema operativo MIB4. La nuova grafica salta subito all’occhio al punto da attirare la mia attenzione prima di valutare altri aspetti delle nuove funzionalità dell’abitacolo.

Sistema multimediale aggiornato e funzionale
Lo schermo di grandi dimensioni è in posizione rialzata consentendo un accesso immediato anche se avrei preferito un leggero orientamento verso il conducente. La nuova grafica mostra icone e testi di dimensioni adeguate ed è facilmente configurabile creando dei percorsi preferenziali per accedere a tutte le funzioni che il driver ritiene di maggiore utilizzo. Le pagine scorrono in modo fluido e rapido con un tempo di apprendimento ridotto al minimo rispetto al sistema precedente.
Nuova la disposizione dei comandi con la leva del cambio spostata ai lati del piantone dello sterzo. Sul tunnel centrale si trova invece il selettore del Driving Experience Control per la rapida gestione delle modalità di guida, ma anche altre funzioni come il controllo del volume dell’impianto audio o quello delle luci ambientali. Un plauso va fatto alla scelta di abbandonare i comandi touch per le pulsantiere sulle razze del volante con l’adozione di classici interruttori fisici.

Nuova distribuzione funzionale dei comandi
Lo spostamento della leva del cambio ha permesso di ricavare dei vani nella zona inferiore della consolle centrale per la ricarica wireless da 15W anche ventilata, oltre ad un porta oggetti composto da due elementi uno girevole ed un secondo con piano in gomma adesiva per evitare i movimenti movimenti e rumore delle cose poggiate. Inoltre, c’è ance il classico vano porta lattine ed il pozzetto bracciolo centrale dotato di divisori mobili che permettono di organizzare meglio gli oggetti trasportati con una presa da 12V.
La posizione di guida è buona anche se piuttosto alta per uno stile di guida sportivo a gambe semi distese. I sedili delle versioni R Line sono contenitivi con poggiatesta integrato con un’imbottiture di media durezza. Una delle vetture in prova aveva, come dotazione i sedili opzionali ergoActive Plus con ventilazione, riscaldamento ed una funzione di massaggio che utilizza dieci camere di gonfiaggio, anche con funzione che attiva automaticamente la ventilazione e il riscaldamento a seconda della temperatura esterna. Ecco! Questo è il classico esempio di come la valutazione di un accessorio, indipendentemente dal prezzo di listino, deve essere provato per giustificarne il costo e la presenza sull’auto. Un optional che non rinuncerei mai per chi guida per tante ore.

Spazio discreto e bagagliaio modulabile
Lo spazio a bordo è buono soprattutto per la testa dei passeggeri posteriori mentre rimane limitato in ampiezza non consentendo un agevole trasporto del terzo passeggero anche per la presenza del solito tunnel centrale. La panca può spostarsi di 16cm a seconda se si vuole una maggiore abitabilità o avere più spazio per i bagagli con lo schienale che invece conserva la classica divisione 60:40.
C’è anche un pratico bracciolo regolabile, mentre dal prolungamento del mobiletto anteriore trai sedili c’è il sistema che consente di modificare la temperatura e il flusso d’aria per i sedili posteriori e due prese di corrente USB-C. La capacità del bagagliaio può avere un’ampiezza che va dai 530 litri nella configurazione standard, per arrivare a 652 litri con la panca avanzata e sfruttando il vano sottostante al piano di carico, molto utile per trasportare oggetti senza mostrare il contenuto. Il vano ha una forma regolare e funzionale con soluzioni come una pratica luce per l’illuminazione e ganci per appendere le borse. Molto pratico anche il sistema a leve per il ribaltamento ma una volta abbattuti i sedili non si ottiene una superfice completamente piana.

Tre motori per ogni esigenza
Parlando di prestazioni partiamo dalla motorizzazione benzina 1.5 eTSI da 150 cavalli. Questa versione dell’eTSI, ha un ciclo di funzionamento tipo Miller con la chiusura della valvola di aspirazione ritardata ed è dotato di un turbocompressore con palette a posizione variabile, più riscontrabile sui motori diesel che benzina, ed un motore elettrico da 19 CV alimentato da una rete elettrica aggiuntiva a 48 V. Questo aggiornamento ha il compito di tenere lo stesso livello prestazionale della precedente generazione migliorando l’efficienza.
Un propulsore con una buona risposta in ogni circostanza ma con prestazioni molto simili al precedente con una leggera perdita di carattere in accelerazione e ripresa. La sensazione è che alcuni rivali, soprattutto coreani come il 1.6 T-GDI di Hyundai e Kia dotati dei tecnologia ibrida leggera analoga, sfruttino meglio la presenza del motore elettrico in termini prestazionali. La Tiguan accelera sullo 0-100km/h abbondantemente sotto i dieci secondi mentre la ripresa cittadina da 40 a 80km/h avviene in 4,0 secondi ed il classico passaggio da 80-120Km/h in 6,6 secondi per accelerare da 80 a 120 km/h, tempi molti simili alle cugine Skoda e Seat pari motorizzazione senza capacità elettrica. Il consumo invece trova più giovamento della presenza del sistema mild hybrid con un valore 5.6litri/100km/h con punte da 6.7litri/100km se si sfrutta il potenziale dell’auto o in autostrada, un punto netto in meno rispetto alle sorelle senza questa tecnologia.
Motore diesel perfetto per il mercato italiano
La motorizzazione diesel è disponibile su due livelli di potenza da 150cv più adatto alle esigenze del mercato italiano, mentre al 193cv resta il compito di accontentare gli automobilisti sportivi. Il primo ha una potenza uguale al rispettivo motore benzina ma la differenza di coppia con i suoi 360Nm lo rende decisamente più piacevole nonostante il cronometro dica che i tempi in accelerazione sono gli stessi. La differenza evidente si apprezza in ripresa dove il 150cv cv a gasolio schiaccia il fratello a benzina nonostante non abbia il carattere maggiormente dinamico del 2.0d con analoga potenza di BMW.
Il più potente 193cv, con trazione integrale, ha quel carattere che manca al più piccolo 150cv soprattutto quando si spinge a tavoletta. Ma la dimostrazione della tesi, da sempre portata avanti da chi scrive, che avere più potenza non serve solo ad andare forte, ma quanto per essere più efficienti è data dal valore di consumo, registrato nell’uso realistico dell’auto. Se il 150cv ha fatto registrare un ottimo 4.9litri/100km in media regolare, per lo stesso passo il 193cv può anche migliorare del 20%.

R Line con il pack “Hello sportività plus” per una migliore dinamica
Parlando della trazione 4Motion presente sulla motorizzazione più potente dispone di due programmi di guida specifici per neve e per i fondi non asfaltati con il controllo della discesa in salita. L’allestimento R Line ha un set up uguale alle altre versioni della Tiguan, ma consente di aggiungere il pacchetto “Hello sportività plus” che prevede la sospensione sportiva con smorzamento adattivo con ben 15 livelli di rigidezza selezionabili e ruote da diciannove pollici.
La Tiguan con questa soluzione per il set up, raggiunge un compromesso eccellente tra comfort e dinamica di guida consentendo al conducente di decidere quanto privilegiare il comfort piuttosto che la dinamica. La forbice di taratura rappresenta comunque un compromesso, non essendo soffice come una francese ma nemmeno rigida come la cugina Cupra. Ne consegue un comportamento omogeneo, prevedibile e votato alla sicurezza piuttosto che alla sportività. Lo sterzo è sufficientemente preciso, e lo spostamento di carico limitato nell’impostazione di massima rigidezza ne migliora la prontezza, ma manca di progressione quando ci si approssima al limite di tenuta con il manifestarsi del classico fenomeno del sottosterzo.

Buona la dotazione
La dotazione delle versione R Line provate era già buona, anche se come molte tedesche va integrata e la sua integrazione può essere anche salata. Un accessorio indispensabile, una volta che si è scelta l’R Line, è il pacchetto che prevede la presenza del sistema di sospensioni variabili DCC Pro. Ci sono anche altri accessori importanti per la sicurezza come i fari a matrix led IQ.LIGHT HD adattivi con 19.200 micro LED per faro.
Gli ADAS hanno in dotazioni nuovi sistemi come l’avviso di uscita dall’auto in caso di pericolo, il Crossroads Assist o il Park Pilot con telecamera posteriore. A pagamento c’è il parcheggio automatizzato con il Park Assist Pro che permette di spostare l’auto dall’esterno utilizzando un’applicazione per telefono cellulare. Per gli chi dispone di un rimorchio è anche disponibile la funzione che facilita la marcia come il Trailer Assist. Infine, molto utile come integrazione alla strumentazione il sistema Head up Display, Hud a realtà aumentata.
I prezzi sono di livello premium, con la Tiguan 2.0 TDI 110KW SCR R-Line DSG a 50.250euro, mentre la 2.0 TDI 142KW SCR R-Line DSG 4MOTION costa 55.250 euro, mentre la benzina 1.5 eTSI 110KW ACT R-Line DSG a 48.150 euro.

In conclusione:
La Tiguan lascia sua comfort zone delle vetture generaliste portando nel segmento premium un ottimo rapporto prezzo dotazione soprattutto per la sicurezza disponendo di una lunga serie di dispositivi che rimediano aiutano a evitare incidenti e a guidare con più tranquillità, molti opzionali sulla concorrenza. Le finiture sono in grado di rivaleggiare con concorrenti più blasonate utilizzando materiali di buona qualità. Si tratta di una vettura anche spaziosa anche se meglio per quattro, ma il bagagliaio è modulabile e ben sfruttabile. Purtroppo alcune funzioni per quanto migliorate ma si poteva fare di più approfittando nella nuova piattaforma tecnologica
In collaborazione con Concessionaria Volkswagen Salerno Auto Due

