Aprilia Tuareg Rally, un nome che per molti motociclisti è rimasto impresso nella mente e nel cuore. Correva la metà degli anni ’80 e i più fortunati 16enni potevano salire in sella ad una delle 125 più belle dell’epoca. Una moto che oggi è diventata quasi iconica: la Tuareg Rally 125. Doppio serbatoio, sella altissima, sospensioni a lunga escursione e tanti cavalli. Una moto che faceva sognare subito le grandi imprese delle Parigi-Dakar. Esisteva anche la sorella maggiore, ancora più specialistica, da 250cc. Ma il progetto della quarto di litro fu abbandonato troppo presto. Arrivò poi un leggero restyling ed infine il modello anni ’90 dalle colorazioni improbabili e dalla carenatura a doppio faro. Ma quel nome, Tuareg Rally, è rimasto ben impresso.
Il ritorno
Dopo quasi un decennio di rumors, disegni, avvistamenti, finalmente, nel 2021 torna in listino la Tuareg, spinta da un bicilindrico in linea da 659 cc capace di erogare una 80ina di cavalli. Il mercato è in fermento, le dual, adventure, enduroni, chiamateli come volete, spingono le vendite delle case e con una concorrenza così agguerrita Aprilia non può stare certo a guardare. È un successo: la moto piace e tutto sommato si ritaglia la sua nicchia di affezionati. Il nome rievoca i fasti del passato, la linea è piacevole e il prodotto è ben confezionato. Manca però quel richiamo al mito delle corse e dei rally che tanto faceva sognare i sedicenni di un tempo.
La Tuareg Rally sviluppata in gara
La moto ben si presta ad essere utilizzata nel motorally e così arrivano subito le prime preparazioni. Il salto di qualità arriva quando Aprilia si aggiudica il Campionato Motorally nella classe G-1000 sia nella stagione 2023 che in quella appena terminata. A sviluppare la moto il reparto Aprilia Racing in collaborazione tecnica con GCorse dei fratelli Guareschi. A questo si aggiunge anche la vittoria della Africa Eco Race 2024. Alla guida della Tuareg Rally un fortissimo Jacopo Cerutti. Altre vittorie la nuova Tuareg se le porta a casa dall’Hellas Rally Raid e dalla Baja Aragon. Il mezzo, dopo test così severi, è pronto per essere proposto al grande pubblico. Quale passerella migliore se non la recente EICMA 2024 appena conclusa nello spazio di Rho Fiera-Milano?
La moto esteticamente richiama la versione “standard” da cui deriva, ma subito saltano all’occhio alcuni aspetti che la rendono molto simile alla moto Factory. Il paramotore in alluminio protegge meglio ed in maniera più estesa il cuore pulsante della moto, lo stesso bicilindrico della sorella. Il parafango alto diventa particolarità della versione R. Dal punto vista prettamente estetico colpisce anche il nuovo scarico SC Project, con silenziatore interamente in titanio.
Se a livello estetico le differenze possono sembrare poche, va detto che queste influiscono già molto sul cambiamento dinamico della moto. Lo scarico permette di perdere peso, così come i cerchi heavy-duty con canale in ergal per il montaggio di pneumatici con camera d’aria. Una ricerca dei materiali che permette di far perdere 5 Kg totali sulla bilancia. Il peso in ordine di marcia scende quindi sotto i 2 quintali, 199 Kg rispetto ai 204 Kg del modello base.
Cambia anche la posizione di guida. Una sella posta ad un’altezza maggiore di 2 cm agevola il passaggio dalla posizione seduta a quella richiesta per la guida in piedi sulle pedane. Per una guida ancora più sportiva viene cambiato anche il manubrio, che presenta una nuova piega e lo rende più alto. I paramani hanno una anima in metallo. Altri piccoli particolari sono votati ad un uso più fuoristradistico, come il cavalletto dotato di piedino di appoggio maggiorato per i fondi più cedevoli ed il guidacatena più resistente.
Cosa cambia nella ciclistica? Le sospensioni Kayaba sono le stesse unità della versione standard, con escursione di 240 mm, ma montano molle lineari al posto delle molle progressive. Cosa significa al lato pratico? Sicuramente minor comfort, ma maggiori sensazioni nella guida in ofr-road.
Il motore bicilindrico in linea, Euro 5+, richiede attenzioni particolari. Come detto è in condivisione con la versione base: 659 cc da 80 CV a 9.250 giri e 70 Nm di coppia a 6.500 giri. Ottiene però sulla Tuareg Rally nuovi corpi farfallati che passano da 48 mm a 52 mm. Una modifica che migliora in generale l’efficienza. Inoltre un nuovo generatore a terre rare contribuisce a ridurre le inerzie migliorando lo spunto. Una nuova mappatura motore viene sviluppata per rendere la risposta all’acceleratore più pronta e reattiva, facendo salire di giri il motore rapidamente e regalando un allungo più entusiasmante.
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