L’Alpine A290 è un’auto che segna un passo importante per il futuro delle piccole sportive, cercando di mantenere viva l’essenza delle Hot Hatch in un’epoca sempre più elettrificata. Con un design evocativo e prestazioni interessanti, si propone come una reinterpretazione moderna di un segmento che ha segnato la storia dell’automobilismo.

Design e Stile
La A290 si distingue per un’estetica che richiama la Renault 5 degli anni ’70, arricchita da dettagli sportivi e muscolosi. Molto riuscito elementi come i fari a LED ispirati al nastro adesivo da corsa e le nervature posteriori che ricordano la mitica 5 Turbo aggiungono carattere. Le carreggiate allargate e le ruote da 19 pollici migliorano la presenza su strada e la dinamica.

Interni e Tecnologia
L’abitacolo è sportivo ma con richiami evidenti alla Renault 5 E-Tech. In particolare si differisce per la presenza di spiccano i sedili avvolgenti con il volante con tacca rally e i due tasti dedicati al boost di potenza e alla frenata rigenerativa. Il sistema multimediale basato su Android Automotive garantisce intuitività e modernità.

Prestazioni e Autonomia
La batteria da 52 kWh offre una potenza di 177 o 218 CV, con un’autonomia WLTP dichiarata di 400 km (210 km in utilizzo intensivo). La velocità massima è limitata a 170 km/h, un compromesso per preservare la carica. Il telaio, più raffinato con sospensioni multilink e freni adeguati sono stati modificati per un comportamento dinamico bilanciato.

Critiche e Confronto con le Rivali
La prima cosa che mette in difficoltà l’Alpine A290 rispetto ad una tradizionale rivale endotermica è l’autonomia limitata. In fattore decisamente penalizzante per un utilizzo sportivo o su pista. Inoltre il prezzo elevato. Per quanto affascinante, la versione consigliata (GT Premium da 218 CV) arriva a 44.700 euro, cifra superiore a molte rivali endotermiche. Al momento, certe rivali come la Hyundai i20 N, Mini JCW e Volkswagen Polo GTI offrono dinamiche di guida simili o superiori, con costi inferiori e maggiore praticità grazie ai motori endotermici. Quindi rappresentano ancora la scelta migliore, rispetto ad un’alternativa elettrificata.
Conclusione
L’Alpine A290 è un inizio promettente per il marchio, ma la transizione dalle endotermiche alle elettriche nel segmento delle Hot Hatch è ancora in corso. Per ora, chi cerca una sportiva compatta probabilmente continuerà a preferire le alternative a benzina, soprattutto per il piacere di guida e l’autonomia.
Tuttavia, l’A290 rappresenta un segnale forte per il futuro del segmento, dimostrando che anche un’auto elettrica può avere carattere e prestazioni. Se Alpine riuscirà a migliorare autonomia e prezzo nei modelli futuri, potrebbe davvero riscrivere la storia delle Hot Hatch. Per ora rimane il rammarico di non avere sotto il cofano anteriore il motore 1.6 litri da 220cv della Clio R.S Trophy, con quel vestito la concorrenza non aveva possibilità alcuna.
