Jack Miller ha parlato della sua filosofia positiva nello sviluppo della moto, un approccio che lo sta aiutando a contribuire al rilancio del progetto Yamaha in MotoGP.
Il pilota australiano ha subito impressionato dopo essere salito in sella alla Yamaha del team Pramac quest’anno. Si è sentito immediatamente più a suo agio rispetto alla difficile esperienza con la KTM ufficiale del 2024, moto che ancora oggi soffre di problemi di chatter, come Miller stesso aveva segnalato l’anno scorso e che continuano a penalizzare i piloti KTM.
Attualmente Miller occupa la 15ª posizione nella classifica MotoGP dopo quattro round, ma il suo contributo allo sviluppo della Yamaha, in difficoltà ormai da tempo, è fondamentale.
Per la prima volta dai tempi del titolo di Fabio Quartararo nel 2021, si respira entusiasmo attorno al box Yamaha, e l’esperienza di Miller si sta rivelando decisiva.
Jack Miller: “Bisogna tirare fuori il meglio, non il peggio”
Miller ha promesso di concentrarsi sugli aspetti positivi della sua moto, invece che lamentarsi dei punti deboli. Lo ha dichiarato a Speedweek:
“Assolutamente sì. È sempre stato il mio approccio durante tutta la carriera. Anche in MotoGP, con tutte le moto che ho guidato.”
“All’inizio con Honda, poi Ducati, e anche con KTM: ho sempre cercato di guardare ai punti di forza e di costruirci sopra.”
“Anche quando le cose vanno male, bisogna tirare fuori il meglio – non il peggio.”
“Ma per farlo, devi anche capire dove si trovano i punti di forza.”
“La realtà è che: la moto perfetta non esiste. Non importa se guidi la migliore o la peggiore della griglia, prima o poi ti troverai davanti a un problema.”
Esperienza e adattabilità: da Ducati e KTM a Yamaha
Miller porta con sé un patrimonio tecnico importante: ha corso con Honda, Ducati e KTM, e ora sta aiutando Yamaha nel passaggio delicato a una nuova fase.
Ha anche lasciato l’ambiente ufficiale di Ducati e KTM per approdare a una struttura satellite come Pramac, ma per lui questo non fa differenza:
“Onestamente – penso che non cambi assolutamente nulla,” ha detto parlando del lavoro di sviluppo tra team ufficiali e satelliti.
“La libertà si basa solo sui risultati, non importa dove corri. In questo sport conta solo la prestazione.”
“In ogni caso, esci più velocemente di come sei entrato. Credo che conti soprattutto fare il proprio lavoro.”
Ha poi citato come esempio la situazione di Pecco Bagnaia:
“Pecco ha avuto il miglior inizio di stagione della sua carriera, e i media scrivono che terzo posto è un brutto risultato. È assurdo.”
“E per questo è fondamentale non lasciarsi distrarre. Io sono concentrato sul dare il massimo nel mio lavoro!”
Alti e bassi in pista, ma Miller resta un valore aggiunto
Miller non ha concluso l’ultimo GP del Qatar, ma nel round precedente ad Austin (Texas) ha dimostrato il suo valore con un ottimo 5° posto, confermando il suo potenziale e la sua utilità nello sviluppo della Yamaha.
