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F1, Gp Spagna, pagelle “Il tassista napoletano!” di GM

L’affermazione di Toto Wolff nel post-gara non è tanto offensiva per il presunto razzismo velato — che, con tutta probabilità, si è trattato di una gaffe involontaria — quanto per il paragone infelice tra la guida di Max Verstappen e quella di un tassista, a prescindere dalla latitudine. Un commento del genere, rivolto a un tre volte campione del mondo, è una vera e propria mancanza di rispetto verso la sua abilità al volante.

Verstappen contro la monotonia del duo Papaya

Verstappen continua a metterci anima e cuore per tenere viva la competizione in un mondiale che, a causa dell’inettitudine tecnica degli ingegneri Mercedes, sembra avviarsi in maniera monotona verso il dominio del team papaya. La sua determinazione, il suo stile di guida e la sua fame di vittoria sono oggi ciò che impedisce al campionato di scivolare nella noia.

McLaren: Tutto sotto controllo

In un clima di “volemose bene”, con Piastri e Norris che si marcano sapientemente a distanza, è ancora una volta Verstappen a portare energia e vitalità alle gare. Quando poi sul podio si affaccia anche un po’ di rosso, magari grazie a un pizzico di fortuna, lo spettacolo ne guadagna. Ma non basta per cambiare gli equilibri del mondiale.

Ferrari: illusioni svanite sotto il sole di Barcellona

Un pensiero va a quei tifosi illusi dalle speculazioni dei cronisti, pronti a raccontare ogni domenica che le nuove direttive sulle ali avrebbero potuto cambiare le sorti della Ferrari, rallentando la McLaren. Ore, giorni, mesi spesi a guardare video su piattaforme social, alimentati da opinionisti in erba che copiano e incollano le speranze di altri, basandosi su “soffiate” improbabili da Maranello. Tutto vano! Beccarsi cinque decimi a Barcellona è una sentenza. Significa mettere la parola “fine” sul mondiale della Ferrari. Ancora una volta, per la diciassettesima stagione consecutiva, la vittoria è rimandata all’anno prossimo. Un mantra che ormai ha perso ogni potere consolatorio.

Oscar Piastri – 10

Un’altra pista perfetta per il suo talento e il suo passo. Imprendibile dalle prove, alle qualifiche, fino alla gara. Sempre lontano dai guai, lontano da Norris, e saldamente al comando. Almeno fino alla prossima gara.

Charles Leclerc – 8

Non è fortunato in qualifica, ma in gara la sua monoposto prende vita. Corre bene, conquista i galloni di capitano e sfrutta a suo favore una safety car al momento giusto. Una prestazione solida e intelligente.

Nico Hülkenberg – 8

La Roccia è tornata. Solido come sempre, una garanzia di affidabilità e risultato. Con una monoposto discretamente competitiva, fa valere la sua esperienza e la capacità di leggere la gara. Ottimo passo, e un sorpasso su una Ferrari che vale un Doppio Magnum. Firmato: Binotto.

Isack Hadjar – 7

Ancora una volta il miglior debuttante. La filiera Red Bull non sbaglia: ha talento, è concreto, cresce bene. Molto bene.

Fernando Alonso – 7

Finalmente i primi punti che smuovono la classifica. Solo due, ma rappresentano un’inversione di tendenza importante per il morale suo e del team.

Lando Norris – 6

Parte secondo, arriva secondo. Difende il risultato, resta lontano dai guai e dal compagno di squadra. Aspetta solo la giusta combinazione di pista, passo e – magari – un po’ di fortuna.

George Russell – 6

Rischia di diventare il piagnone del paddock. È vero, Verstappen lo trova spesso sulla sua strada e talvolta ha anche ragione. Ma è un pilota: dovrebbe dimostrare il suo valore in pista, non solo davanti ai microfoni.

Pierre Gasly – 6

Finalmente una gara tranquilla. Dimostra di avere passo, forza e concretezza. È ormai il punto fermo del team, mentre il secondo sedile attende un po’ di stabilità nel valzer dei piloti.

Lewis Hamilton – 5

Sembrava aver finalmente compreso la monoposto, ma in gara si perde ancora una volta. La strategia non lo aiuta e lui si adatta al ruolo di gregario. Con gratitudine, in attesa di tempi migliori.

Max Verstappen – 4

Indomabile. Dove non arriva la macchina, ci mette il talento. Dove non arriva il talento, ci mette la cattiveria. Dove non basta neppure quella…c’è sempre il povero Russell a farne le spese!

I Papaya – 8

La strategia di alternare i piloti e tenerli distanti funziona. Il titolo costruttori sembra una formalità; quello piloti si avvia a concludersi senza drammi.

La Banda Binotto – 8

Da queste righe non sono mai mancate critiche alla gestione Binotto in Ferrari. Ma vedere la Sauber precedere la Ferrari di Hamilton è una rivincita. Per loro, per Binotto… e anche per queste pagelle. Bel colpo!

Chez Vasseur – 6

Cambia il regolamento, ma nulla cambia davvero. L’evoluzione in Formula 1 non è questione di gonfiare palloncini. Si vive alla giornata, sperando in un 2026 meno deludente.

I Bibitari – 5

A Barcellona ci si aspettava una svolta. Invece, solo Verstappen continua a crederci, ogni volta. Abbandonato a se stesso, meriterebbe una statua.

Le Frecce d’Argento – 4

Si rompono, mentre le McLaren volano. Con il potenziale a disposizione, la crisi è inspiegabile. Se poi tengono il loro talento migliore al parco giochi, lasciando in pista un capitano in lacrime, c’è poco da sperare per il 2025.