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Ferrari e il caso Leclerc al GP d’Ungheria: problema al telaio o strategia anti-squalifica?

Ferrari ha attribuito a un’anomalia al telaio il crollo di prestazioni che ha condizionato la gara di Charles Leclerc nel Gran Premio d’Ungheria, ma secondo George Russell e diversi esperti, dietro al calo potrebbe celarsi una gestione conservativa del plank, il fondo in legno situato sotto la monoposto.

Leclerc, partito dalla pole position e apparso in controllo della gara nelle fasi iniziali, ha chiuso il GP solo in quarta posizione, staccato di 20 secondi dalla Mercedes di Russell. Dopo la seconda sosta, il monegasco è rientrato in pista alle spalle di Lando Norris, ma ha rapidamente perso terreno ed è stato superato prima da Oscar Piastri e poi dallo stesso Russell, apparendo in difficoltà soprattutto nei rettilinei.

Russell: “Ferrari costretta ad alzare le pressioni per evitare squalifica”

Se Leclerc e il team principal Frederic Vasseur hanno parlato di un problema al telaio, George Russell ha avanzato un’altra ipotesi: secondo il pilota Mercedes, la Ferrari potrebbe aver dovuto alzare la pressione degli pneumatici nell’ultimo stint per aumentare l’altezza da terra e limitare l’usura del plank.

“Mi sembrava che qualcosa non funzionasse – ha detto Russell –. L’unica spiegazione possibile è che stessero girando troppo bassi e abbiano aumentato la pressione delle gomme per proteggere la tavola. Ho notato anche che stavano utilizzando una modalità motore conservativa, più lenta in fondo al rettilineo, proprio dove si rischia più usura sul plank.”

Davidson: “Scintille sospette sin dal via”

A supporto della teoria di Russell è intervenuto anche Anthony Davidson, analista Sky ed ex pilota F1, che ha analizzato attentamente la gara di Leclerc. “Già al via si vedevano molte scintille provenire dalla Ferrari, anche a velocità moderate – ha spiegato Davidson –. È un segnale che l’auto è molto bassa. Con serbatoio pieno e gomme fredde, si rischia di danneggiare subito il fondo.”

Davidson ha evidenziato come, dopo l’ultima sosta, Leclerc sia improvvisamente diventato vulnerabile sul dritto: “Era stato tra i più veloci nei rettilinei per tutto il weekend, ma all’improvviso sembrava un bersaglio facile. Gli altri team hanno accesso ai dati GPS e si sono accorti del calo di velocità. Se aumenti la pressione degli pneumatici, si riduce l’aderenza e le gomme si surriscaldano più rapidamente: così perdi grip e ritmo.”

Collins: “Una misura preventiva per evitare un’altra squalifica”

Anche l’ex stratega F1 Bernie Collins ha avvalorato questa ipotesi, parlando apertamente di una “misura preventiva” adottata dalla Ferrari per evitare una nuova squalifica per usura eccessiva del plank, come già avvenuto in Cina.

“Aumentare la pressione degli pneumatici fa salire leggermente la vettura – ha spiegato Collins – e riduce il rischio che la tavola tocchi troppo l’asfalto. Basta un millimetro per fare la differenza. Se abbassi anche la potenza del motore, riduci la velocità in rettilineo e sollevi il posteriore. Sono tutte misure che servono a evitare una squalifica. La pressione delle gomme, però, non è visibile agli altri team: solo la FIA e Pirelli possono accedere a quei dati.”

Ferrari sotto osservazione: gestione al limite per evitare penalità

La situazione ha riacceso l’attenzione sulla gestione dei parametri tecnici da parte di Ferrari, che continua a camminare su un filo sottilissimo tra prestazione e regolamento. Il caso Leclerc in Ungheria potrebbe essere solo l’ultima spia di un equilibrio sempre più difficile da mantenere.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori