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Fabio Di Giannantonio ammette: “La GP25 è la miglior Ducati che abbia guidato”.

Fabio Di Giannantonio ha lasciato l’Austria con l’amaro in bocca. Al Red Bull Ring la sua gara è finita in modo drammatico, con il motore della Ducati GP25 che ha ceduto all’improvviso mentre il pilota romano era in lotta nelle retrovie. Un epilogo amaro che sancisce il terzo zero consecutivo in gara per il portacolori del team VR46, reduce da un campionato fatto di alti e bassi.

La stagione 2025 di “Diggia” è infatti una continua altalena: in qualifica è stato capace di passare dal secondo al diciassettesimo posto, mentre in gara i risultati hanno oscillato dal podio fino alla 16ª posizione. Non è andata molto meglio al compagno di marca Francesco Bagnaia, che con la nuova GP25 ha mostrato un andamento irregolare, capace di vincere ma anche di chiudere fuori dalla top ten. All’opposto Marc Márquez, vero dominatore del campionato: lo spagnolo della Ducati ufficiale ha inanellato dodici successi consecutivi e non ha mai mancato il podio nelle gare concluse, con l’unica eccezione della rimonta di Jerez.

Fiducia nella GP25 nonostante tutto

Nonostante l’ennesima delusione, Di Giannantonio non perde fiducia nel potenziale della moto:

“È la miglior Ducati che abbia mai guidato, molto più competitiva della GP23 che avevo l’anno scorso. Ho già conquistato tre podi, mentre nel 2024 non ero mai riuscito a salirci. Questo dimostra che i progressi ci sono. A volte riusciamo a trovare il giusto assetto, altre no, ma la base resta eccellente”, ha commentato.

Il pilota romano ha anche ricordato come alcuni episodi abbiano pesato sulla sua classifica: “In Qatar eravamo forti ma sono stato spinto fuori, in Germania ho commesso un errore quando ero secondo. Senza questi episodi la situazione sarebbe diversa”.

Attualmente “Diggia” è quinto in campionato, a pari punti con Franco Morbidelli (GP24) e Pedro Acosta (KTM). Un risultato comunque positivo, soprattutto se si considera che l’inverno lo ha visto fermo ai box per infortunio, senza la possibilità di svolgere i test pre-stagionali:

“Costruire un assetto direttamente nei weekend di gara non è semplice, soprattutto quando in griglia ci sono campioni come Pecco o Marc. Serve tempo, ma il potenziale c’è e lo dimostrano anche i risultati dei miei compagni di marca”.

Il ritiro al Red Bull Ring

Quanto accaduto domenica è stato un colpo durissimo. Di Giannantonio stava cercando di gestire le gomme per provare a rimontare nel finale quando il motore lo ha tradito senza alcun segnale premonitore:

“Stavo risparmiando il posteriore, era l’unica arma partendo da dietro. La moto sembrava a posto, non avevo avvertito nulla di anomalo. Poi, all’improvviso, il guasto. È stato del tutto inatteso”, ha raccontato sconsolato.

A tenere alto il nome del team ci ha pensato Franco Morbidelli, che ha portato a casa l’undicesimo posto.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori