Flavio Briatore ha chiarito che Valtteri Bottas non è mai stato un reale candidato per un sedile in Formula 1 con Alpine, prima della firma del finlandese con Cadillac.
Il pilota, vincitore di 10 Gran Premi, tornerà a tempo pieno in griglia la prossima stagione con il nuovo team Cadillac, dove farà coppia con Sergio Perez, lasciato libero da Red Bull al termine del 2024.
Alpine, in cerca di soluzioni per il proprio futuro, aveva sondato la disponibilità di Bottas, oggi pilota di riserva Mercedes, ma Briatore ha escluso che l’operazione sia mai stata davvero concreta.
“Ho parlato con molte persone, anche con Bottas e con Toto [Wolff], ma non c’è mai stata una trattativa seria per portare Valtteri in Alpine,” ha spiegato Briatore dal paddock di Zandvoort. “Anzi, penso che Alpine abbia contribuito ad aiutarlo a firmare con Cadillac, anche per questioni di marketing. Bottas è un pilota di grande valore, ma noi stiamo cercando altro. Comunque è positivo rivederlo in Formula 1 con tutta la sua esperienza.”
Colapinto sotto osservazione
Il dirigente italiano ha inoltre espresso dubbi sul futuro di Franco Colapinto, sostituto di Jack Doohan dopo le prime sei gare del 2025. L’argentino, portato in Alpine dopo essere stato liberato dal contratto con Williams, non è ancora riuscito a conquistare punti ed è apparso in difficoltà nel confronto diretto con Pierre Gasly.
“Ho già visto abbastanza, non ho bisogno di ulteriori conferme,” ha ammesso Briatore. “Per lui è molto difficile adattarsi a queste monoposto: sono pesanti, velocissime e richiedono tanta esperienza. Forse non era il momento giusto per portarlo in Formula 1. Si impegna, lavora con gli ingegneri, ma non è quello che mi aspettavo.”
Briatore ha riconosciuto che l’ingresso in F1 potrebbe essere arrivato troppo presto:
“Colapinto aveva fatto bene in un paio di gare con Williams, ma trovarsi accanto a un pilota competitivo come Gasly è un’altra storia. Probabilmente gli abbiamo messo troppa pressione. A volte ci dimentichiamo che sono ragazzi di 19 o 20 anni e che, oltre al talento, serve anche il tempo per crescere. Forse ho sbagliato anch’io qualcosa nella gestione del suo percorso.”
