L’incidente che ha visto coinvolto Kimi Antonelli e Charles Leclerc alla vigilia del Gran Premio d’Italia non è passato inosservato.
Mandare fuori pista il ferrarista in un momento così delicato non è stata certo una scelta saggia. C’è chi lo giustifica come un errore di gioventù, chi lo attribuisce alla mancanza di esperienza e chi, più duramente, sostiene che il giovane pilota Mercedes debba ancora maturare molto prima di imporsi ai massimi livelli. In una curva con pendenza così marcata, la dinamica era quasi inevitabile: la traiettoria spingeva verso l’esterno, proprio dove si trovava la Ferrari di Leclerc.
Piastri vede il mondiale già in tasca
Il GP d’Olanda ha probabilmente scritto la parola fine alla lotta per il titolo piloti. La rottura meccanica che ha fermato Lando Norris ha spalancato la strada a Oscar Piastri. L’australiano ora ha un vantaggio significativo: per rimettere in discussione il mondiale dovrebbe incappare in un ritiro pesante e, anche in quel caso, avrebbe comunque margini di gestione. La sua corsa al titolo sembra dunque più che mai solida, segno della maturità che sta acquisendo gara dopo gara.
Gli avversari alzano bandiera bianca
Chi sognava una seconda parte di stagione combattuta rimarrà deluso. La realtà è che nessun team ha più interesse a inseguire la McLaren.
Né Red Bull, né Ferrari, né altri costruttori spenderanno risorse preziose per un recupero ormai impossibile. Tutti hanno già spostato l’attenzione sul progetto della monoposto del prossimo anno, puntando su un “reset tecnico” che potrebbe rimescolare le carte in tavola.
In fondo, il presente è segnato: il futuro è l’unico terreno su cui investire.
Un finale di stagione dal sapore amaro
La seconda metà del mondiale si preannuncia come una lunga attesa verso l’inevitabile. Qualche lampo di competitività potrà ancora accendersi, ma la sensazione è quella di un campionato già deciso. Le gare restanti – a partire dall’attesissimo GP d’Italia a Monza – saranno più un’occasione per i tifosi di vivere la passione del momento che non una sfida reale per la classifica. Il mondiale, almeno in questa fase, sembra aver perso gran parte della sua tensione agonistica.
Oscar Piastri – 10
Weekend perfetto dal venerdì alla domenica. Sfrutta al meglio il match point offerto dalla rottura della monoposto di Norris. Mondiale in cassaforte.
Isack Hadjar – 8
Il miglior rookie dell’anno. Dopo l’errore in Australia non ha più sbagliato. Cresce gara dopo gara. L’AlphaTauri ha fatto bingo.
Alexander Albon – 8
Impeccabile. Sfrutta ogni interruzione e resta in top positions con autorità. È il vero valore della Williams.
Oliver Bearman – 8
Debutto da applausi. Parte dai box, recupera con le safety car e mostra un passo notevole. Punti d’oro per la Haas.
Lance Stroll – 8
Approfitta meglio del capitano delle interruzioni di gara. Recupero sorprendente, finalmente concreto.
Max Verstappen – 7
Non molla mai, ma Piastri vola via con due mescole di vantaggio. Lotta fino all’ultimo, ma era missione impossibile.
Fernando Alonso – 7
Aggressivo e in crescita. Resta però dietro al “figlio di papà” partito ultimo: una macchia pesante. Da mentore, ha ancora molto da insegnare.
Yuki Tsunoda – 7
Safety car provvidenziali. Trasforma una gara anonima in qualche punto prezioso.
Esteban Ocon – 7
Gara discreta, ma Bearman lo mette in ombra partendo dai box. Doveva fare di più.
George Russell – 6
Si salva solo grazie al compagno. Il sorpasso su Leclerc resta un’umiliazione. Deve piagnucolare di meno.
Team Papaya – 8
Il motore Mercedes si spegne e la McLaren ringrazia. Con lo zero di Norris, il mondiale è praticamente chiuso.
I Bibitari – 6
Verstappen ci prova sempre, anche con orgoglio. Ma il mondiale è già sfuggito. Si galleggia fino alla fine.
Le Frecce d’Argento – 6
Il doppio zero Ferrari regala ossigeno. Ma Antonelli deve crescere in fretta.
Chez Vasseur – 3
Zero pesantissimo. Situazione drammatica. Serve una scossa immediata. A Monza, solo una reazione d’orgoglio può salvare la faccia.
