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Amarcord: Imola 1980, la prima volta del GP d’Italia lontano da Monza

Il 14 settembre 1980 l’Italia scoprì una nuova casa per la Formula 1. Per la prima volta dal 1948, il Gran Premio d’Italia non si corse a Monza, bensì a Imola, all’Autodromo Dino Ferrari, chiamato a sostituire lo storico tracciato brianzolo allora in fase di ristrutturazione dopo le tragedie degli anni precedenti.

Fu una giornata che entrò nella storia: Imola debuttava ufficialmente nel Mondiale, Williams festeggiava il suo primo titolo Costruttori e la sfida per la corona iridata tra Alan Jones e Nelson Piquet si accendeva come non mai.

L’addio di Scheckter

La vigilia fu segnata dall’annuncio shock di Jody Scheckter. Il campione del mondo in carica, ormai allo stremo dopo una stagione disastrosa con una Ferrari mai all’altezza, decise di dire basta. Dopo un incidente in prova alla Tosa e un momentaneo allontanamento dal paddock, tornò il giorno dopo per comunicare ufficialmente il suo ritiro a fine anno. Un epilogo amaro per l’ultimo campione Ferrari prima del lungo digiuno degli anni Ottanta.

Renault domina le qualifiche

In pista, il sabato mise in mostra la potenza dei turbo Renault. René Arnoux e Jean-Pierre Jabouille monopolizzarono la prima fila, con Arnoux autore dell’unico giro sotto l’1:34. Terzo Carlos Reutemann con la Williams, davanti a Nelson Piquet e Alan Jones, separati da pochi decimi e pronti a giocarsi il mondiale.

La gara: Piquet detta legge

Al via, Reutemann balzò in testa ma un problema alla frizione lo ricacciò subito nelle retrovie. Ne approfittarono le Renault, con Arnoux leader davanti a Jabouille e Piquet. Ma il francese non resistette: già al quarto giro Piquet completò il sorpasso e prese il comando, dimostrando subito un ritmo superiore.

Dietro, il pubblico italiano visse un’altra domenica di delusione. Gilles Villeneuve, ottavo in griglia, fu costretto al ritiro al sesto giro per l’esplosione di una gomma. Bruno Giacomelli, con l’Alfa Romeo, si fermò poco dopo per una foratura causata dai detriti lasciati in pista dalla Ferrari. Vittorio Brambilla, il “Gorilla di Monza”, uscì di scena con un testacoda: sarebbe stata la sua ultima apparizione in Formula 1.

La rimonta di Jones

L’unico in grado di reagire fu Alan Jones. Partito male, risalì posizioni su posizioni, fino a superare prima Arnoux e poi Jabouille, issandosi al secondo posto. Ma Piquet era ormai imprendibile: il brasiliano volò verso la vittoria, tagliando il traguardo con 28 secondi di vantaggio e doppiando quasi tutto il gruppo.

Reutemann completò il podio con la seconda Williams, mentre Elio De Angelis regalò un sorriso italiano con il quarto posto alla Lotus. Seguivano Keke Rosberg e Didier Pironi a chiudere la zona punti.

La Williams festeggia, il mondiale si infiamma

Nonostante la sconfitta in pista, la Williams festeggiò alla grande: il doppio podio di Imola garantì alla squadra inglese il suo primo titolo Costruttori, con due gare d’anticipo.

Il mondiale piloti, però, cambiò faccia. Con il successo di Imola, Piquet strappò a Jones la leadership del campionato: 54 punti a 53, quando mancavano due soli appuntamenti.

Il Gran Premio d’Italia del 1980 consegnò dunque a Imola un posto nella storia e lasciò aperta una delle sfide più intense della Formula 1 di quegli anni.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori