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F1, GP Monza, pagelle ” Tagliate tutto, al resto penso io!” di GM

Non ci sono aggettivi per descrivere Max Verstappen. Il campione olandese ha addirittura fatto tagliare parte dell’ala posteriore per guadagnare velocità, conquistando la pole position con una monoposto instabile che solo lui sembra in grado di domare. In gara ha giocato al gatto col topo contro due piloti con vetture più performanti. Nonostante una partenza difficile, ha poi dominato su Lando Norris, arrivato secondo con un distacco abissale pur guidando la monoposto migliore del mondiale.

McLaren e la brutta figura degli ordini di squadra

Il GP di Monza ha confermato ancora una volta quanto le “Papaya rules” siano discutibili per la sportività delle corse. Già lo scorso anno non era piaciuta la scelta del team di chiedere a Norris di lasciare il posto a Piastri per un errore al box. Quest’anno è arrivato il “favore” restituito, con Piastri che ha ceduto la posizione a Norris. Una decisione che ha tolto imprevedibilità e autenticità alla gara.

Lo spirito delle corse tradito

Le corse sono affascinanti perché l’imprevisto è sempre dietro l’angolo: un errore del pilota, una rottura meccanica o una strategia sbagliata del team. Sono tutte dinamiche che fanno parte del gioco e che i piloti accettano. Alterare il risultato per salvare l’immagine di un team è invece la soluzione peggiore. I fischi del pubblico di Monza, che allo stesso tempo ha applaudito Verstappen, dimostrano chiaramente il malcontento.

Ferrari e la delusione della marea rossa

Una volta Monza rappresentava per la Ferrari la gara della vita, spesso l’unica occasione per riscattare una stagione deludente. Oggi non è più così. La gestione delle scie con Hamilton e le scelte di set-up non hanno portato a nulla, se non a un risultato fuori dal podio. La marea rossa continua a riempire gli spalti e a battere record di presenze, senza però ricevere soddisfazioni in pista.

Max Verstappen – 10
Semplicemente perfetto. Taglia l’ala per avere più velocità, doma una monoposto instabile e in gara gioca al gatto col topo. Umilia Norris e ride degli ordini di squadra altrui.

Alexander Albon – 8
Solido, veloce e senza errori. È l’anima di una Williams che cresce con costanza.

Lewis Hamilton – 7
Rimonta dopo la penalità e porta a casa punti pesanti. Non aiuta Leclerc, del resto è ancora un sette volte campione.

Isaac Hadjar – 7
Dal box ai punti. Velocità e consistenza lo rendono la rivelazione della stagione non solo del weekend.

Lando Norris – 6
Parte bene ma prende 20 secondi da Verstappen. Senza l’aiuto del team, il mondiale sarebbe già perso. Fischi eloquenti.

Oscar Piastri – 6
Gara intelligente e difensiva. Obbedisce al team senza protestare, ma un campione non si piega.

Charles Leclerc – 6
Buona partenza, poi il set-up lo tradisce. Lotta con grinta e salva un quarto posto.

George Russell – 6
Compitino senza acuti. Poteva sfruttare le difficoltà di Leclerc ma resta anonimo.

Gabriel Bortoleto – 6
Gara pulita, ma nulla di più. Punti preziosi, però da lui ci si aspetta ormai qualcosa in più.

Andrea Kimi Antonelli – 5
Troppi alti e bassi, passo altalenante e difficoltà di adattamento. È un debuttante, ma cresce lentamente.

I Bibitari – 8
Red Bull vince anche senza Horner. Ma senza Verstappen no: lui è l’unico insostituibile.

Team Papaya – 4
Ordini di squadra ridicoli. Stella gestisce burattini più che piloti.

Chez Vasseur – 5
Ferrari inconsistente e senza idee. La marea rossa meritava di più.

Stefano Domenicali – 5
Usa Monza come vetrina pubblicitaria e poi dimentica i tifosi.

Tifosi Ferrari – 3
Tifosi veri, ma accecati. Credono a promesse che sanno già essere illusioni.