Yamaha apre un nuovo capitolo della propria storia in MotoGP. Dopo oltre vent’anni di successi con il quattro cilindri in linea, la Casa di Iwata ha presentato ufficialmente il prototipo V4, che scenderà in pista per la prima volta questo weekend a Misano nelle mani del collaudatore Augusto Fernandez, iscritto come wild-card.
Dal 2002, anno di debutto dell’era quattro tempi, Yamaha ha conquistato otto titoli piloti (Rossi x4, Lorenzo x3, Quartararo x1) e 125 vittorie con la M1. Ma l’ultimo trionfo risale al Sachsenring 2022 e i risultati sono progressivamente calati: Fabio Quartararo, campione 2021, è scivolato dal secondo posto in classifica nel 2022 al decimo nel 2023 e al tredicesimo nel 2024.
La sfida del V4
Il responsabile dello sviluppo, Takahiro Sumi, ha spiegato la portata del progetto:
«Abbiamo intrapreso una sfida ambiziosa, sviluppando un nuovo motore V4 e una moto completamente nuova. È un lavoro che richiede il massimo impegno da parte di tutta l’azienda. Il nostro obiettivo è riportare Yamaha alla vittoria».
A differenza degli altri costruttori, che già adottano il V4, Yamaha aveva finora difeso la filosofia dell’Inline-4. Il passaggio non è dettato tanto dalla ricerca di pura potenza, quanto dai benefici sul piano aerodinamico e ciclistico. Il direttore tecnico Max Bartolini ha sottolineato i principali vantaggi: carena più stretta di 10-15 centimetri, distribuzione dei pesi più arretrata e un potenziale alleggerimento complessivo.

Dai test alla pista
Il prototipo è stato collaudato a lungo da Fernandez, con contributi anche da Andrea Dovizioso e Cal Crutchlow. Lunedì scorso a Barcellona anche Quartararo e Rins hanno avuto il primo assaggio della V4, con il francese autore del miglior tempo tra Yamaha e Honda nonostante condizioni meteo difficili.
A Misano toccherà a Fernandez fornire le prime risposte ufficiali sul cronometro. «Sentiamo la pressione di creare una moto vincente – ha dichiarato il tester spagnolo – ma credo che abbiamo fatto un buon lavoro e siamo pronti a correre».
Quartararo guarda al futuro
Il team ufficiale ha ormai spostato gran parte delle risorse sul nuovo progetto. «La V4 sarà la moto del 2026 – ha confermato Quartararo –. Non avremo più sviluppi sull’attuale M1. Sarà interessante vedere Augusto all’opera in gara».

Verso la nuova era MotoGP
Il debutto della V4 segna l’inizio di un percorso che porterà Yamaha al 2026, ultimo anno con motori 1.000cc e gomme Michelin, prima del passaggio al nuovo regolamento 850cc/Pirelli previsto dal 2027.
Per la Casa dei tre diapason, la sfida è chiara: riportare il nome Yamaha ai vertici della MotoGP. E Misano sarà il primo banco di prova per capire se la rivoluzione V4 è davvero la strada giusta.
