Tra i due rivali, Norris e Verstappen, è l’olandese a trarre il massimo vantaggio, nonostante il notevole svantaggio in classifica. L’errore di Piastri ha dato al campione del mondo la sensazione di poter colpire: come uno squalo che ha sentito l’odore del sangue quindi Verstappen non mollerà la preda. Pretenderà dai tecnici Red Bull ogni miglioramento possibile, spingendo fino all’ossessione pur di recuperare il gap tecnico e vincere quante più gare possibili.
McLaren dovrebbe puntare tutto su Piastri
Dall’altra parte, in casa McLaren, la strategia sembra meno aggressiva. Il team si accontenta del mondiale costruttori, ma con Piastri nettamente avanti su Norris, Andrea Stella dovrebbe puntare tutto sull’australiano, chiedendo al britannico di lavorare per la squadra e difendere le spalle del compagno di box dagli assalti del mastino olandese.
Bene Mercedes e Williams ma una Ferrari sempre più smarrita
Alle spalle di Verstappen la situazione è più complessa: una Mercedes che sembra più a suo agio nei test invernali per come rende nelle gare fredde, e una Williams che giustifica l’investimento su Carlos Sainz con un podio importante. Il team inglese potrebbe crescere seguendo lo stesso percorso che ha già riportato McLaren ai vertici, aggravando le difficoltà della Ferrari, ormai sprofondata in una crisi così profonda da meritare un “velo pietoso di cemento”.
Max Verstappen – 10
Fa il bello e il cattivo tempo. Corre sempre, ovunque e solo per vincere. È un mastino che sente l’odore della preda: per chi gli sta davanti non c’è mai tranquillità.
George Russell – 8
Parte bene e gestisce con lucidità la fase centrale restando calmo. Sfrutta al meglio la strategia e una monoposto competitiva, anche se solo in determinate condizioni.
Carlos Sainz – 6
Il podio sembra leggendario, ma partendo dalla seconda posizione forse si poteva fare di più. Conservare il posto in griglia sarebbe stato un risultato migliore, anche se il terzo posto resta oro.
Andrea Kimi Antonelli – 6
Alla partenza si fa sorprendere dal compagno e poi svolge un compitino senza errori evidenti. Considerando il potenziale della monoposto in queste condizioni, poteva, e doveva, fare meglio.
Liam Lawson – 6
Il risultato in qualifica è frutto delle circostanze. In gara emerge il vero limite della vettura, che non gli consente di mantenere il podio. In ogni caso, chiudere davanti a Tsunoda è una bella soddisfazione.
Lewis Hamilton – 6
Un buon weekend: la monoposto non è al massimo e il team è come sempre preparato, ma il sette volte iridato tira fuori un pò di classe. Con un pizzico di furbizia da campione del mondo riesce a mettersi davanti a Leclerc.
Charles Leclerc – 5
La Ferrari non è la McLaren: nessuno regala e nessuno restituisce nulla. È una lezione che deve imparare quando gli viene chiesto di obbedire agli ordini di squadra.
Yuki Tsunoda – 5
Per come si era messa la gara, poteva puntare almeno alla sufficienza. Porta finalmente punti al team, ma chiudere dietro a chi gli ha “ceduto il volante” è deludente.
Lando Norris – 5
L’errore di Piastri riapre il mondiale, ma lui si limita a un gran premio grigio come l’asfalto di Baku. Troppo poco per insidiare il compagno: meglio un dignitoso ruolo da scudiero.
Isaak Hadjar – 5
Con una monoposto in grado di sfiorare il podio, raccoglie solo un punto. Il talento del francese merita molto di più: questa prestazione rappresenta un preoccupante passo indietro.
I Bibitari – 8
Monoposto migliorata quanto basta per permettere al loro miglior elemento, il campione del mondo, di continuare a vincere.
Williams – 8
Un ritorno che fa ben sperare: potrebbe essere l’inizio della rinascita per una nobile decaduta, mai davvero morta.
Racing Bulls – 7
Il podio era a portata di mano, ma manca ancora la maturità per sfruttare ogni occasione.
Le Frecce d’Argento – 7
Una monoposto competitiva solo in condizioni specifiche, ma sfruttata al massimo. Manca però un Verstappen: un punto su cui Toto Wolff dovrà riflettere per il futuro.
Team Papaya – 5
Gli errori di Piastri, la rimonta di Verstappen e l’opacità di Norris rendono evidente la necessità di una decisione chiara sulle priorità del team.
Chez Vasseur – 5
Con l’arrivo del freddo il castello di carte crolla: la reazione non c’è e la squadra resta in balia degli eventi.
