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F1, Pole avvelenata per Norris in Messico: Ferrari torna protagonista, Red Bull in affanno

La pole position conquistata da Lando Norris al Gran Premio del Messico pesa come una sentenza nella lotta per il titolo, ma porta con sé un’insidia: il lungo rettilineo iniziale dell’Hermanos Rodríguez e l’imbuto della prima curva rendono vulnerabile chi parte davanti, con i giochi di scia pronti a ribaltare tutto allo spegnersi dei semafori.

Contro ogni pronostico, quando McLaren e Red Bull mostrano il massimo del loro potenziale, è la Ferrari a imporsi come seconda forza del weekend. Charles Leclerc, secondo in griglia, e Lewis Hamilton, terzo, si candidano a un ruolo da protagonisti. Il monegasco insegue la sua prima vittoria stagionale, mentre il britannico sogna il primo podio in rosso. A Maranello hanno osato sul fronte del raffreddamento del motore, puntando tutto su una gara d’attacco: tutto o niente.

Verstappen solo quinto, Red Bull in difficoltà

La qualifica di Max Verstappen non è stata all’altezza delle aspettative. Il campione del mondo in carica ha chiuso in quinta posizione, dopo un ultimo tentativo non brillante. Red Bull ha preferito concentrarsi sul passo gara, ma questa scelta potrebbe rivelarsi un errore. Tra Norris e Verstappen ci saranno ben tre vetture alla partenza, e in Messico superare non è mai semplice.

Peggio ancora per Oscar Piastri, settimo: l’australiano sembra aver perso la continuità che gli aveva permesso di guidare la classifica mondiale.

Sainz arretra, ma resta fiducioso

Buon sabato per Carlos Sainz, autore di una Q2 strepitosa e di una Q3 solida. Lo spagnolo aveva chiuso settimo, ma la penalità di cinque posizioni per il contatto con Antonelli ad Austin lo costringe a partire dodicesimo. Resta comunque fiducioso: il circuito messicano è uno dei suoi preferiti, teatro della sua ultima vittoria, così come dell’ultima affermazione Ferrari.

Alonso e Aston Martin: weekend in salita

Più complessa la situazione in casa Aston Martin. Fernando Alonso ha limitato i danni con un 14° posto, mentre Lance Stroll scatterà addirittura 19°, tra le due Alpine. Il circuito messicano mette in evidenza le debolezze della monoposto verde, che fatica nei tracciati ad alta efficienza aerodinamica.

Le speranze di punti per Alonso sono minime: a oltre 2.000 metri di altitudine, l’aria rarefatta mette a dura prova le meccaniche e costringe le squadre a una gestione estrema del raffreddamento. Più che una gara, sarà una prova di resistenza meccanica.

Strategia: tutto sulle gomme morbide

Sul fronte strategico, Pirelli ha portato mescole estreme: la dura (C2) molto resistente ma lenta, la media (C4) e la morbida (C5). Come ad Austin, molti team potrebbero tentare di allungare lo stint con le gomme più morbide per evitare un secondo tratto di gara troppo lento.

Tutto lascia presagire un Gran Premio teso e imprevedibile, dove la gestione termica e la partenza faranno la differenza. La pole di Norris è importante, ma al via del GP del Messico, più che mai, chi parte davanti rischia di essere la prima preda.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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