SEPANG – Il ritiro di Pecco Bagnaia dal Gran Premio della Malesia non è stato dovuto a un errore del pilota o a un problema meccanico della Ducati, ma a una foratura del pneumatico posteriore. A confermarlo è la Michelin, dopo un’analisi approfondita delle gomme utilizzate nel weekend di Sepang.
Dopo la splendida pole conquistata sabato — passando addirittura per la Q1 — e la vittoria netta nella Sprint, Bagnaia sembrava pronto a completare il fine settimana perfetto con un successo anche nella gara lunga. Partito con qualche difficoltà, il campione del mondo in carica aveva trovato ritmo e stava riducendo il distacco dai primi quando, al giro 18, è stato costretto a rallentare e a fermarsi ai box.
A svelare la verità è stato Piero Taramasso, responsabile Michelin per la MotoGP:
“Abbiamo trovato un foro al centro del pneumatico posteriore. La pressione era scesa a circa 0,6 o 0,7 bar. Probabilmente la gomma è stata danneggiata da un detrito in pista, forse un pezzo di carbonio. Sfortunatamente, sono episodi che possono capitare nelle corse.”
Taramasso ha aggiunto che Bagnaia aveva avvertito un comportamento anomalo della moto già qualche giro prima:
“Per un paio di giri Pecco ha sentito qualcosa di strano, poi la pressione è calata in modo improvviso. A quel punto non aveva altra scelta che ritirarsi.”
Nel momento del ritiro, il pilota Ducati occupava la terza posizione, alle spalle di Álex Márquez e Pedro Acosta. La sua uscita di scena ha aperto la strada al primo podio stagionale di Joan Mir, in sella alla Honda.
Bagnaia, intervistato da Sky Sport MotoGP, ha confermato la dinamica:
“È stata sfortuna. Dai dati abbiamo visto che la foratura è iniziata al giro 12, poi la pressione è calata progressivamente. All’inizio pensavo di aver solo consumato troppo la gomma, ma poi è stato chiaro che c’era un problema. Purtroppo, nelle corse può capitare.”
Il campione piemontese lascia Sepang con un bottino amaro: nessun punto nella gara lunga dopo la vittoria nella Sprint. In classifica generale scivola ora al quarto posto, a cinque lunghezze da Marco Bezzecchi, undicesimo al traguardo.
