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F1: Gp Mexico, pagelle ” il campione della mente semplice” di GM

Il trend positivo di Lando Norris si è completato con una vittoria schiacciante. Con la mente finalmente libera e una corsa senza la pressione di difendere la leadership, il pilota britannico si è mostrato più veloce, più lucido e più concreto che mai. Il risultato è stato un dominio netto, che lo proietta nuovamente al primo posto nel mondiale.

Ferrari ritrovata grazie alle nuove direttive FIA

In questa gara Norris ha potuto contare anche sulla competitività ritrovata della Ferrari, tornata ai livelli attesi dopo le recenti modifiche imposte dalla FIA per il monitoraggio del flusso di benzina.
Un intervento tecnico che, quasi per caso, ha ridato slancio alla Rossa e permesso a Charles Leclerc di battagliare ad armi pari sia in qualifica che in gara. La Scuderia di Maranello sembra quindi aver ritrovato equilibrio e prestazioni, offrendo maggiore spettacolo e contendibilità.

Verstappen limita i danni e resta in corsa

Il terzo posto di Max Verstappen può comunque essere considerato positivo. Pur vedendo Norris allontanarsi in classifica, l’olandese mantiene viva la speranza mondiale grazie a una graduatoria ancora corta e aperta. La sua Red Bull, pur non dominante come in passato, resta un avversario temibile, e la seconda metà di stagione promette scintille.

Il duello interno alla McLaren

Norris è tornato al livello mostrato a inizio campionato, prima di attraversare un periodo di incertezza e subire la pressione del compagno di squadra Oscar Piastri. Ora la sfida si riaccende all’interno del team: toccherà all’australiano provare a ricucire il distacco e, perché no, dare una mano indiretta a Verstappen nella corsa al titolo.

Lando Norris 10: Il percorso di recupero è finito, ora deve consolidare la sua sanità mentale per tenere la testa. Non c’è solo Piastri e Verstappen: potrebbero ambire alla vittoria sia Leclerc che Russell, due clienti difficili.

Oliver Bearman 8: Una grande gara per uno dei rookie migliori del circus. Era nell’aria una grande prestazione, come è nell’aria il podio e, in futuro, la vittoria.

Max Verstappen 7: Ne combina un po’ di tutti i colori, ci avrei scommesso le mutande che ci provava alla prima curva. Non è stato penalizzato? Diciamo che la fortuna, o la politica, aiuta gli audaci, i furbi e tiene aperti i mondiali di F1 piloti.

Gabriel Bortoleto 7: Una grande partenza spettacolare lo fionda nelle posizioni che contano e ci resta con autorità. Un altro rookie con cui dovranno fare i conti.

Charles Leclerc 6: Una volta tanto la jella guarda da un’altra parte. Un secondo posto meritato, concreto, con la speranza che non sia un caso isolato.

Oscar Piastri 6: È arrivato il momento di prendere lo psicologo di Norris e trasferirlo al pilota australiano.

Andrea Kimi Antonelli 6: Una bella partenza dove ha meritato la posizione. Meno male che non hanno ascoltato i piagnistei del compagno. Una presa di posizione che segna la crescita interna al team.

Esteban Ocon 6: La monoposto va bene, ha un buon passo, ma non vede il giovane compagno manco dal binocolo!

George Russell 5: Le lacrime hanno riempito l’abitacolo, ma per fortuna non hanno ammorbidito il cuore di pietra del muretto box Mercedes.

Lewis Hamilton 5: Corre come un ragazzino che non ha mai visto un Gran Premio manco in TV. Ha ragione su Leclerc, ma questo gli deve far capire con chi ha a che fare. La lotta con Verstappen è un segnale positivo e combattivo; la furbata del taglio sull’erba dimostra che ci tiene ancora a vincere, ed è un bene.

Team Papaya 7: Per una monoposto che vince, una che annaspa; per un pilota che recupera, un altro che si perde. Devono trovare un secondo psicologo bravo.

Chez Vasseur 6: Sembra che, dove non riesce il team, ci possa pensare la politica della FIA a rimettere a posto le cose. In ogni caso, un risultato parzialmente positivo.

I Bibitari 6: Questa volta la monoposto non è al top, ma il suo pilota di punta sì. Il terzo posto è uno stretto, ma almeno c’è qualche conferma dalla seconda vettura.

I tecnici FIA 3: Mettere mano a una situazione che si trascinava dall’inizio del mondiale, come la taratura del flussometro, è tardivo. La dimostrazione che andava fatto è la prestazione migliorata di Haas e Sauber.

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