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F1: ecco cosa serve per ospitare un Gran Premio

La F1 è un campionato globale che attraversa cinque continenti, 21 Paesi e 24 circuiti. Ma per entrare a far parte del calendario non basta avere un bel nastro d’asfalto: servono requisiti rigorosi imposti dalla FIA.

Solo i tracciati classificati “Grade 1” possono ospitare un Gran Premio di Formula 1, il livello più alto del sistema di omologazione FIA, che comprende sette categorie diverse e copre ogni tipo di competizione, dai rally alle drag strip.

I requisiti tecnici: lunghezza, larghezza e layout

Per ottenere la licenza di Grado 1, un circuito deve rispettare parametri precisi. La lunghezza del tracciato deve essere compresa tra 3,5 e 7 chilometri, mentre i rettilinei non possono superare i 2 km. L’eccezione più famosa è quella di Baku, con la sua lunghissima retta di 2,2 km nel cuore della città.

Anche la larghezza della pista è fondamentale: la FIA impone un minimo di 12 metri, così da garantire sorpassi sicuri e spazi di manovra adeguati. I circuiti cittadini, come Monaco, possono ottenere deroghe: nel Principato la carreggiata media è di circa 10 metri, motivo per cui alcuni critici ritengono il tracciato ormai troppo stretto per le attuali monoposto larghe due metri.

La griglia di partenza deve essere larga almeno 15 metri, con le vetture distanziate di 8 metri (6 metri per altre categorie) e la linea di partenza idealmente posta a 250 metri dalla prima curva. Quest’ultima deve presentare un angolo minimo di 45° e un raggio inferiore ai 300 metri.

Il rettilineo dei box deve essere largo almeno 12 metri e posizionato in prossimità del traguardo, con ingresso e uscita che non interferiscano con la traiettoria delle vetture in gara.
Quanto alle pendenze, il dislivello sul rettilineo principale non può superare il 2%, mentre l’inclinazione delle curve è limitata a 5,7 gradi, salvo eccezioni come le spettacolari curve 3 e 14 di Zandvoort.

Sicurezza prima di tutto

Le regole più stringenti riguardano la sicurezza. I circuiti di Grado 1 devono disporre di barriere, vie di fuga e sistemi di assorbimento dell’energia adeguati alla potenza e alla velocità delle monoposto di Formula 1. Le vie di fuga variano da tracciato a tracciato e possono essere in erba, ghiaia o asfalto, con zone di decelerazione e barriere multistrato per dissipare l’energia degli impatti.

La FIA impone inoltre che i circuiti di alto livello dispongano di strutture mediche permanenti. Il centro medico deve essere equipaggiato con ventilatori, monitor cardiaci, forniture di ossigeno, apparecchi a raggi X e ultrasuoni. Durante il weekend di gara devono essere presenti almeno due medici e due chirurghi specializzati nel trattamento di ustioni, traumi spinali e commozioni cerebrali.

Altri requisiti: drenaggio, pubblicità e accessibilità

Non mancano norme dedicate ad altri aspetti tecnici e organizzativi. Le piste devono avere un sistema di drenaggio efficiente, con pendenze fino a 1,7° e scanalature sull’asfalto per evitare ristagni d’acqua.

Anche la pubblicità è regolamentata: i pannelli devono essere stabili e non ostacolare la visibilità di piloti o commissari. Sono vietate le pubblicità sull’asfalto, e quelle nelle vie di fuga non devono ridurre l’aderenza in caso di uscita di pista.

Infine, la FIA pone attenzione anche all’accessibilità del pubblico, richiedendo che ogni circuito disponga di aree dedicate agli spettatori con disabilità: parcheggi riservati, servizi igienici adeguati, percorsi pavimentati e piattaforme di osservazione accessibili in sedia a rotelle.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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