Bernie Ecclestone torna all’attacco e, questa volta, il bersaglio è l’inedita coppia formata da Lewis Hamilton e Ferrari. L’ex boss della Formula 1, oggi 95enne, ha definito la collaborazione tra il sette volte campione e la Scuderia di Maranello come “un progetto finanziario e di marketing”, mettendone in dubbio la validità sportiva.
Hamilton sta vivendo una stagione d’esordio con il Cavallino ben lontana dalle aspettative. Passato alla Ferrari dopo oltre un decennio in Mercedes, il britannico non ha ancora centrato un podio e ha già collezionato un record negativo nella storia del team. Il confronto interno con Charles Leclerc è impietoso: il monegasco lo precede di una posizione in classifica e con un margine di 64 punti.
“Tutto gli sta sfuggendo di mano lì,” ha dichiarato Ecclestone a sport.de. “Voleva diventare campione del mondo con la Ferrari e ora è sorpreso di non riuscirci.” Per l’ex patron della F1, Hamilton è “uno dei migliori degli ultimi dieci anni, ma non il migliore”.
Vasseur nel mirino: “A Maranello serve un dittatore”
Ecclestone non ha risparmiato neppure il team principal Ferrari, Fred Vasseur, indicato come una delle cause delle difficoltà della Scuderia. Secondo l’ex numero uno del circus, il Cavallino “ha bisogno di un dittatore al comando per tornare a vincere.”
Nonostante il titolo di squadra più vincente nella storia della Formula 1, Ferrari non conquista un campionato mondiale dal 2008. E malgrado la stagione deludente e le continue polemiche sul suo operato, Vasseur ha ottenuto una proroga pluriennale del contratto lo scorso luglio.
“Alla Ferrari non parlano italiano, parlano ‘ferrariano’,” ha insistito Ecclestone. “In Italia tutti vogliono dire la loro e interferire su ciò che è giusto o sbagliato.”
Parole dure che, ancora una volta, alimentano il fuoco delle discussioni attorno al progetto Ferrari-Hamilton, già messo sotto pressione da una stagione lontana dai traguardi sperati.
