Dopo l’ennesimo weekend nero della Ferrari a Interlagos, il presidente John Elkann rompe il silenzio e punta il dito contro i suoi piloti, Lewis Hamilton e Charles Leclerc. “Devono concentrarsi sulla guida e parlare di meno”, ha dichiarato il numero uno del Cavallino, visibilmente deluso dai risultati della Scuderia dopo il doppio ritiro nel Gran Premio di San Paolo.
La gara brasiliana è stata l’ennesimo colpo durissimo per la squadra di Maranello: Leclerc è stato costretto al ritiro dopo un contatto con Kimi Antonelli, spinto contro di lui da Oscar Piastri, che ha danneggiato la sospensione anteriore e la gomma sinistra. Hamilton, invece, è stato eliminato in Q2 e ha subito danni al fondo vettura già al primo giro, che lo hanno obbligato a fermarsi definitivamente.
Il doppio zero ha fatto scivolare la Ferrari al quarto posto nel campionato costruttori, alle spalle di Mercedes e Red Bull. Un bilancio amaro per Elkann, presidente dal 2018, che non ha ancora visto la sua squadra competere davvero per il titolo mondiale.
“La Ferrari vince quando è unita, e il risultato nel WEC ce lo ha insegnato”, ha spiegato Elkann, citato da Autoracer.it. “In Formula 1 abbiamo meccanici eccellenti nei pit stop e ingegneri che lavorano senza sosta per migliorare la macchina. Ma il resto non è all’altezza. I piloti devono pensare a guidare, parlare di meno e ricordarsi che ci sono ancora gare importanti davanti. Non è impossibile chiudere secondi. Quando la Ferrari è una squadra, vince.”
Una stagione da dimenticare
La stagione 2025 si sta rivelando una delle più deludenti dell’era moderna per la Ferrari. La Scuderia non ha ancora conquistato una vittoria e, dopo un 2024 in crescita chiuso al secondo posto dietro la McLaren, le aspettative erano altissime.
L’arrivo di Hamilton avrebbe dovuto rappresentare la svolta, ma la nuova SF-25 non ha mantenuto le promesse: Leclerc ha raccolto soltanto sette podi, mentre il sette volte campione del mondo non è mai riuscito a salire tra i primi tre.
Leclerc non ha nascosto la propria frustrazione, parlando apertamente dei limiti della vettura — dichiarazioni che hanno alimentato le voci di un possibile addio nel 2027. Hamilton, invece, ha fornito al team diversi rapporti tecnici dettagliati per indicare le aree da migliorare, ma la situazione in pista non è ancora cambiata.
Con poche gare rimaste e un clima sempre più teso a Maranello, la Ferrari è chiamata a reagire in fretta. Come ha ricordato Elkann, “quando la Ferrari è unita, può ancora vincere”. Ma il tempo, ormai, comincia a scarseggiare.
Considerazioni
Un Presidente come Montezemolo non si sarebbe MAI azzardato di fare certe esternazioni, soprattutto nei confronti dei piloti. Montezemolo divenne presidente Ferrari nel 1992 ed il primo titolo è arrivato nel 1999 (costruttori) mentre l’anno seguente la Ferrari si aggiudicò anche quello piloti.
Nel mezzo tanti rospi amari, tante delusioni, come Monza 1994 e 1995, ma MAI una parola contro un membro del team, che sia tecnico, ingegnere, pilota o portinaio.
Elkann dal canto suo, ha rimediato l’ennesima figuraccia (le altre le ha rimediate nel comparto automotive…) e ha perso una occasione per stare zitto. Al contrario di Montezemolo o di Marchionne, l’attuale presidente non si è mai palesato ai box, non ha mai dimostrato vicinanza al team (ricordiamo un Montezemolo sul podio del GP di Cina lavato con lo spumante da Barrichello) o ai tifosi (e anche qui rimembriamo Montezemolo che, alle Finali Mondiali, andava sotto alla tribuna ad accogliere il saluto del pubblico).
E caro Elkann, se la Ferrari ha vinto nel WEC il merito lo deve soprattutto ad AF Corse e ad Amato Ferrari, che dal 2023 gestiscono i team impegnati nel Mondiale Endurance, perchè senza la loro importante collaborazione, il triplo successo a Le Mans ed i titoli 2025 non sarebbero mai arrivati.
