Il responsabile del progetto Audi Formula 1, Mattia Binotto, si dice sempre più ottimista riguardo alla nuova era regolamentare che la F1 abbraccerà nel 2026. Dopo le prime critiche da parte dei piloti – tra cui Charles Leclerc – sulle sensazioni al volante dei prototipi di nuova generazione, il dirigente italiano rivela che le impressioni stanno cambiando rapidamente.
Dal prossimo anno la Formula 1 entrerà in una delle rivoluzioni tecniche più profonde della sua storia: una nuova filosofia telaistica e power unit con un equilibrio quasi perfetto tra motore termico ed elettrico. Una trasformazione che modifica radicalmente stile di guida e approccio tecnico dei team.
Audi, che rileverà ufficialmente Sauber dal 2026, ha presentato a Monaco la propria identità visiva e la livrea concept. Ed è in questo contesto che Binotto ha confermato il cambio di percezione dei suoi piloti, Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto.
“È il cambiamento più grande degli ultimi trent’anni,” ha dichiarato. “Una sfida enorme, ma anche entusiasmante. I tecnici la stanno vivendo con grande energia. E persino i piloti, dopo un iniziale scetticismo, ora stanno iniziando ad apprezzare le nuove vetture.”
“Le nuove regole miglioreranno lo spettacolo”
Binotto è convinto che il nuovo regolamento non solo avvicinerà la F1 alle tecnologie stradali, grazie anche ai carburanti completamente sostenibili, ma offrirà anche gare più avvincenti.
“Sono certo che vedremo un ottimo show,” ha spiegato. “All’inizio potremmo assistere a qualche discontinuità e a distacchi più ampi tra i team, perché cambiamenti così radicali richiedono tempo per essere assimilati. Ma il recupero sarà rapido. E, se necessario, la FIA potrà intervenire affinando alcuni aspetti, come la gestione dell’ibrido. Succede ogni anno.”
Vowles conferma: “Dopo quattro sessioni, guidare la 2026 è diventato normale”
Le parole di Binotto trovano conferma in quelle del team principal Williams, James Vowles, che ha raccontato l’evoluzione del feedback dei propri piloti al simulatore.
“La prima volta è stata complicata,” ha spiegato. “Tutto era diverso. Alla seconda sessione era già più naturale. Alla quarta, non c’era più nulla da criticare: era diventato normale.”
Un segnale chiaro: dopo il timore iniziale, la F1 2026 sta iniziando a convincere chi sarà chiamato a guidarla.
