Nicolo Bulega continua il suo percorso di adattamento con la Ducati MotoGP, ma ammette che il processo non è ancora diventato naturale. Il pilota italiano, chiamato a sostituire l’infortunato Marc Marquez negli ultimi due appuntamenti della stagione 2025, ha spiegato che al momento “non si sta divertendo” in sella alla Desmosedici, perché deve ancora ragionare molto su come guidarla al meglio.
Reduce dal Gran Premio del Portogallo, dove ha conquistato il suo primo punto in MotoGP, Bulega ha poi chiuso 16° nella Sprint di Valencia, partendo dall’ultima fila. Prestazioni prevedibili, considerando la sua limitata esperienza con il prototipo di Borgo Panigale.
“Non guido in modo naturale”
Intervistato sabato a Valencia, Bulega è stato chiaro: l’apprendistato è ancora nella sua fase più complessa.
“Onestamente non mi sto ancora divertendo, perché sto ancora pensando molto. Non sto guidando in modo naturale. Quando riuscirò a farlo senza pensare, in maniera libera, allora sì che inizierò a divertirmi.”
Il passaggio dalla Superbike alla MotoGP sta evidenziando differenze significative, soprattutto sul fronte gomme. Le Michelin della top class richiedono uno stile preciso in frenata e ingresso curva, e proprio un errore di adattamento lo aveva portato alla caduta nella Sprint di Portimao, dove aveva frenato come fosse ancora sulle Pirelli della SBK.
Frenata da primato, ma manca la seconda parte di curva
Nonostante le difficoltà, l’analisi dei dati mostra come Bulega stia emergendo in alcune aree chiave della guida MotoGP.
“Ci sono parti dove sono molto forte, forse anche troppo,” ha raccontato. “Soprattutto nell’ingresso curva con i freni: in Superbike siamo molto competitivi in quel punto, e qui riesco a farlo bene.”
Il limite, per ora, è nella fase centrale e finale della curva, dove serve una sensibilità diversa:
“Ci manca nella seconda parte della curva, dal centro all’uscita. È normale, devo ancora imparare.”
Un percorso lungo ma promettente
Per Ducati, Bulega rappresenta un investimento importante: dopo questi due GP come sostituto, inizierà il suo lavoro da collaudatore per il progetto MotoGP 2027. E se la fase iniziale appare complessa, i segnali positivi non mancano, soprattutto nella frenata, area dove l’italiano sta già dimostrando di poter essere tra i più efficaci.
