Vince un italiano e siamo tutti felici. Finalmente si interrompe un digiuno imbarazzante per una nazione che, pur essendo la patria della Motor Valley, non era più riuscita a esprimere un capitale umano capace di primeggiare nella massima categoria del motorismo. La vittoria di Antonelli ha mandato un messaggio chiaro al “predestinato” George Russell: non può più permettersi errori né passi falsi, nemmeno dal punto di vista tecnico. Il giovane italiano è stato impeccabile, non commettendo sbavature nel momento in cui doveva dimostrarsi concreto e perfetto.
Maturità e indipendenza: la sfida interna
Per quanto riguarda il futuro di Antonelli, prima deciderà di “correre da solo”, prima troverà quella costanza necessaria per lottare con scioltezza per il titolo. Avendo già vinto, non ha più nulla da dimostrare all’interno del team. Ormai Russell è consapevole di chi ha al proprio fianco nel box e non sarà facile per lui. Kimi ha dimostrato di avere le spalle larghe, capaci di reggere la pressione della concorrenza senza il bisogno di familiari che lo spronino costantemente; d’altronde, anche Verstappen ha cambiato marcia solo quando ha saputo allontanare l’ingombrante presenza di papà Jos.
Ferrari e il ruggito di Hamilton
La Ferrari si è confermata la seconda forza in campo, dando vita a un duello in pista che ha messo a dura prova le coronarie di tutti i tifosi. Questa volta nessuno ha fermato i piloti, né in modo esplicito, né con messaggi criptici come accadde a Imola nell’82. Non ci sono stati cambi gomme strategici o “fantasmi” per escludere il secondo pilota dalla lotta. Alla fine, il duello è stato vinto da un Hamilton ritrovato, che dimostra di essere tornato ai suoi livelli e di poter strappare i galloni di capitano a Leclerc.
- Andrea Kimi Antonelli (Voto 10): Fa tutto alla perfezione nel weekend in cui il suo rivale diretto incappa in un problema. Parte bene, mantiene un passo veloce e commette un solo errore laddove poteva permetterselo.
- Oliver Bearman (Voto 8): Una grandissima gara per il giovane pilota che dimostra ancora una volta tutto il suo talento. Non guida una Mercedes, ma con la Haas riesce a essere il “primo degli altri”.
- Pierre Gasly (Voto 7): In assenza delle due McLaren, il francese riesce ad approfittarne conquistando punti pesanti. La power unit spinge, la monoposto migliora e i risultati arrivano.
- Liam Lawson (Voto 7): Riesce a riprendersi lo status di leader del team. Rimette in riga il giovane e indomabile rivale, portando a casa punti migliori persino di quelli della Red Bull.
- Lewis Hamilton (Voto 6): Una bella gara e un’ottima performance. Si prende il podio facendo il suo mestiere alla grande contro un cliente difficilissimo. Un duello che serve a stabilire, una volta per tutte, chi sia il capitano all’interno del box.
- Charles Leclerc (Voto 6): Perde il duello fondamentale per un pilota: quello in pista contro il proprio compagno di squadra. È un brutto campanello d’allarme. Fino a ieri era il leader indiscusso, ma dalla Cina “Sir Lewis” ha alzato la voce.
- Le Frecce d’Argento (Voto 10): Ancora una volta hanno fatto quello che volevano. Non è solo una questione di power unit, ma di gestione e bilanciamento della monoposto.
- Fred Vasseur (Voto 6): La Ferrari si conferma seconda forza. Hanno lasciato correre i piloti, ma ora devono capire come e dove tirare fuori ciò che manca alla vettura per vincere.
- Papà Antonelli (Voto 3): Un weekend a casa a guardare le corse dalla poltrona non gli farebbe male. È il momento di tagliare il cordone ombelicale: suo figlio ha vinto, è diventato grande!
