Il paddock della Formula E, alla vigilia dell’E-Prix di Madrid, è stato scosso da un annuncio che ridisegna gli equilibri industriali del motorsport elettrico. Stellantis ha sciolto le riserve: al termine della Stagione 12 (2025/2026), il marchio DS Automobiles lascerà il campionato mondiale. Ma non si tratta di un disimpegno del Gruppo, bensì di un passaggio di testimone interno: dal 2026/2027, con il debutto delle attesissime monoposto Gen4, sarà Opel a scendere in pista come costruttore ufficiale.
L’eredità di DS: un decennio di eccellenza
Per DS si chiude un’era leggendaria. Entrata nel 2015, la casa del lusso francese ha saputo imporsi come uno dei costruttori più vincenti della categoria: 18 vittorie, 55 podi e, soprattutto, quel leggendario “double-double” (titoli Piloti e Costruttori consecutivi) ottenuto nelle stagioni 2018/19 e 2019/20.
Xavier Peugeot, CEO di DS, ha parlato di una “missione compiuta”: la Formula E è stata il laboratorio perfetto per lo sviluppo della gamma E-Tense. Ora, però, le strategie di marketing cambiano. DS sposterà il suo focus tecnologico verso la SailGP, il campionato dei catamarani volanti, dove l’aerodinamica estrema e la gestione dei materiali compositi offrono nuove frontiere di innovazione, considerate più affini al futuro posizionamento del brand.
Opel e il brand GSe: ritorno al futuro
Il testimone passa a Rüsselsheim. Per Opel non si tratta di un salto nel buio, ma dell’approdo naturale di un percorso iniziato cinque anni fa con l’ADAC Opel Electric Rally Cup. Il nuovo team ufficiale correrà sotto l’insegna Opel GSe Formula E Team, legando a doppio filo le competizioni alla nuova linea di modelli stradali ad alte prestazioni.
”Il momento è perfetto,” ha dichiarato Florian Huettl, CEO di Opel, a Jarama. “L’ingresso in concomitanza con la Gen4 ci permette di sfruttare un salto prestazionale senza precedenti”. E i numeri della Gen4, in effetti, fanno venire i brividi anche ai puristi: trazione integrale permanente e una potenza che toccherà i 600 kW (circa 816 cavalli), quasi il doppio rispetto alle attuali monoposto.
Cosa cambia per Penske?
Il grande punto interrogativo resta il destino della struttura operativa. Attualmente il marchio DS è legato a doppio filo con la Penske Autosport. Sebbene Opel avrà basi operative divise tra Satory (Stellantis Motorsport) e Rüsselsheim, resta da capire se la licenza di partecipazione – che appartiene a Penske – rimarrà legata al team americano in una nuova partnership con la casa tedesca o se assisteremo a una rivoluzione anche sul fronte dei team indipendenti.
Quel che è certo è che la Formula E non perde appeal. L’arrivo di un marchio storico come Opel, unito alla conferma di Porsche e Jaguar, blinda il valore tecnologico di un campionato che, con la Gen4, promette di diventare finalmente “maturo” anche sotto il profilo della pura velocità.
DS si congeda con l’eleganza di chi ha vinto tutto; Opel entra con la grinta di chi vuole dimostrare che l’ingegneria tedesca non ha rivali, nemmeno quando il “rombo” è sostituito dal sibilo degli inverter.
