Se due indizi fanno una prova e due prove fanno una certezza, non c’è alcun dubbio: due vittorie di seguito fanno un campione. Kimi Antonelli consacra se stesso sulla pista più difficile del campionato del mondo. Una vittoria propiziata anche da un pizzico di fortuna, quel tipo di circostanze che capitano ai predestinati. George Russell può piagnucolare fino a esaurire le lacrime, ma non può negare di avere all’interno del box un cliente scomodo che sta crescendo rapidamente; lamentarsi servirà a poco.
La rinascita della McLaren e la costanza di Piastri
Dall’altra parte troviamo una rediviva McLaren, che sembra aver finalmente capito come far funzionare la power unit Mercedes. Il team non ha dimenticato come si faccia correre una monoposto su uno dei tracciati più tecnici del mondiale. Il buon Piastri ha finalmente completato una gara con un ottimo passo, dimostrando che il periodo sfortunato è concluso ed è tornato il pilota d’alto livello che ha lottato per il titolo nella passata stagione.
Leclerc e l’attesa del “Chef” Vasseur
Infine, “Mister Palle d’Acciaio”. Charles Leclerc ha mandato dallo psichiatra per direttissima il povero Russell con l’ennesimo sorpasso all’esterno nella curva più difficile del mondiale. Se lo “Chef” Vasseur riuscisse a dargli una monoposto discretamente all’altezza della Mercedes, allora potremmo vederne davvero delle belle.
- Andrea Kimi Antonelli (Voto 10): Il colpo di fortuna tipico dei campioni. Quella condizione che si verifica per i predestinati nel momento giusto della gara giusta, per la vittoria che ne consacra talento e classe.
- Isack Hadjar (Voto 8): Il migliore della pattuglia Red Bull; ha messo in riga il suo “capitano”, un risultato niente male. Può competere ad armi pari: ha talento ed è veloce.
- Oscar Piastri (Voto 7): Parte bene e prende il comando con un ottimo passo. Lotta con la Mercedes e forse avrebbe potuto vincere davvero se non avesse remato contro la Safety Car. L’australiano, dopo due gare di assenza, è tornato.
- Charles Leclerc (Voto 7): Una gara superlativa; un podio che vale molto di più della sua effettiva posizione. Ha lottato come un leone anche contro le avversità della Safety Car. I sorpassi all’esterno di Curva 1 sono figli del talento, non della parte elettrica più o meno attiva.
- Gabriel Bortoleto (Voto 7): Una buona prestazione; il talento del brasiliano riesce a valorizzare i progressi di Audi. Punti importanti per la crescita generale del team.
- Lando Norris (Voto 6): Una buona gara, con un passo costante e senza errori. Non è ancora all’altezza del “numero uno” che porta sulla macchina, ma sta crescendo.
- Lewis Hamilton (Voto 6): Riesce ad avere fortuna con la Safety Car, ma non ha il passo e viene bersagliato dagli avversari. Non riesce a tenere la posizione né il podio; si deve accontentare di chiudere nella stessa posizione da cui è partito.
- Pierre Gasly (Voto 6): Una prova concreta con un buon passo. L’Alpine sta trovando la sua dimensione e i punti importanti finalmente arrivano.
- Arvid Lindblad (Voto 6): Una prestazione eccellente: il secondo della pattuglia Red Bull e il primo del “secondo team”. Il giovanotto è veloce e promette veramente bene.
- George Russell (Voto 4): Una brutta gara. La Safety Car ha rovinato la sua prestazione, ma altri piloti hanno saputo correggere il tiro, riprendendosi in pista ciò che spettava loro. Piagnucolare non serve: deve battere gli avversari sull’asfalto.
- Frecce d’Argento (Voto 10): Hanno due piloti di altissimo livello. La gestione interna sarà complessa: il “galletto” Antonelli gode dell’entusiasmo della vittoria, mentre la frustrazione di Russell è una sfida per il muretto. Hanno la macchina; ora possono solo farsi del male da soli.
- Papaya Team (McLaren) (Voto 7): Ci hanno messo due gare, ma hanno capito come sistemare la vettura. Hanno le capacità per essere allo stesso livello della Mercedes.
- Chez Vasseur (Ferrari) (Voto 6): Devono ringraziare Leclerc per il podio. La monoposto è ancora troppo altalenante nelle prestazioni. A Miami serve una svolta: nulla è ancora perduto.
