Sono iniziati questa settimana i lavori di riparazione sul circuito Ayrton Senna di Goiânia, teatro di un Gran Premio del Brasile MotoGP 2026 segnato da gravi problemi all’asfalto e condizioni della pista giudicate critiche.
Il ritorno del Brasile nel calendario iridato, assente dal 2004, avrebbe dovuto rappresentare una tappa storica per il Motomondiale. Le prime gare disputate a Goiânia dal 1989, però, si sono trasformate in un weekend complicato e pieno di disagi.
Le forti piogge nei giorni precedenti all’evento hanno causato un cedimento del terreno che ha ritardato la gara sprint del sabato. Ancora più grave quanto accaduto domenica, quando il deterioramento dell’asfalto ha costretto gli organizzatori a ridurre la distanza del Gran Premio pochi minuti prima del via.
A seguito delle criticità emerse, è stata avviata un’indagine approfondita e le autorità del circuito sono subito intervenute per mettere in sicurezza l’impianto. I lavori, iniziati lunedì 6 aprile, dureranno alcuni giorni, ma sarà necessario attendere fino a un mese per permettere al nuovo asfalto di consolidarsi completamente.
“La pista sarà pronta per ospitare tutte le competizioni previste a partire da maggio”, si legge nel comunicato ufficiale del circuito, che ha confermato interventi mirati nei punti più danneggiati, aggravati dalle condizioni meteo.
Le conseguenze si sono fatte sentire anche sul calendario: l’evento della Porsche Cup Brasil, previsto per l’ultimo weekend di aprile, è stato rinviato.
Nonostante le difficoltà, molti piloti hanno difeso l’operato degli organizzatori e della MotoGP Sports Entertainment. Tuttavia, il caso Goiânia ha riacceso il dibattito sull’efficacia del processo di omologazione delle piste da parte della Federazione Internazionale di Motociclismo, oltre a sollevare interrogativi sui tempi concessi per preparare un tracciato al ritorno nel calendario mondiale.
Tra le voci più autorevoli, quella del due volte campione del mondo Francesco “Pecco” Bagnaia, che ha suggerito l’introduzione di test preventivi sui nuovi circuiti prima del debutto ufficiale. Una pratica già adottata in passato, come nel caso di Mandalika nel 2022, dove però non mancarono comunque problemi all’asfalto.
Nonostante le polemiche, la MotoGP guarda avanti: il campionato tornerà in Brasile almeno per i prossimi quattro anni, in base all’accordo quinquennale siglato dagli organizzatori. Resta ora da capire se Goiânia saprà farsi trovare pronta per rilanciare definitivamente la sua immagine internazionale.

