Nel panorama delle compatte premium, la DS 4 ha sempre giocato il ruolo dell’outsider raffinata, un’alternativa alle solite tedesche del segmento premium. Con l’introduzione della motorizzazione Hybrid 136, la “N°4” così come è cambiata la nomenclatura della serie DS, punta a offrire un’alternativa senza l’utilizzo della spina, ma nonostante la semplicità tecnica, il sistema, che nasce mild hybrid 48v, messo appunto dai tecnici Stellantis, garantisce quella fluidità di marcia tipica dell’elettrificazione full hybrid. Non si tratta quindi di un semplice aggiornamento meccanico, ma il tentativo di far comprende al grande pubblico che il lusso francese può essere sostenibile senza complicazioni meccaniche come molte rivali giapponesi o con la necessità di carica esterna come molte rivali tedesche.

Stile: Scultura in movimento
Visivamente, la DS 4 rimane un auto dal design unico. Con i suoi 4,40 metri di lunghezza ha la silhouette di una berlina con la muscolosità e l’altezza di un crossover. I fari DS Matrix LED Vision incorniciano una calandra dallo stile distinguibile, mentre le maniglie a scomparsa e i cerchi di grande diametro da 19″ come nell’esemplare in prova conferiscono un’aerodinamica pulita ed una linea sportiva e filante. È un’auto che sicuramente non passa inosservata. Nella prova della sosta al caffè, è capace di attirare sguardi grazie a un gioco di riflessi grazie alle finitura a diamante tipica di di DS.

Funzionalità interni: L’alta moda nell’abitacolo
Salire a bordo di una DS è un’esperienza sempre unica e perticolare. La plancia è un trionfo di pelle Nappa, Alcantara e lavorazioni Clous de Paris. L’Interfaccia del nuovo sistema infotainment da 10” è reattiva. La funzionalità è garantita dal DS Smart Touch, un piccolo schermo tattile sul tunnel centrale che permette di richiamare le funzioni preferite senza distogliere lo sguardo. Nonostante sia gradevole dal punto di vista estetico, l’ergonomia richiede un minimo di apprendistato. I comandi degli alzacristalli, per esempio, sono posizionati insolitamente in alto sulle portiere, mentre i tasti del clima sottili sono stupendi da vedere, ma non immediati da azionare.

Sfruttamento degli spazi: Un compromesso per l’estetica
In questo caso la DS 4 paga un piccolo dazio all’estetica. Davanti si viaggia come in un salotto, ma dietro la linea del tetto discendente e i montanti massicci limitano la visuale e lo spazio per la testa dei passeggeri più alti oltre un metro ed ottantacinque. Il bagagliaio offre 430 litri, una capacità di carico che non viene sacrificata dalla batteria del sistema ibrido, posizionata strategicamente sotto il sedile del guidatore.

Tecnica e Prestazioni: Il cuore ibrido a 48V
Sotto il cofano troviamo l’evoluzione del 1.2 PureTech aggiornato con catena di distribuzione, abbinato a un nuovo cambio a doppia frizione e-DCS6 che integra un motore elettrico da 28 CV). La potenza complessiva è di 136CV e 230 Nm di coppia. L’accelerazione per lo 0-100 km/h viene coperto in circa 10,4 secondi, con una velocità massima di 203 km/h. Non è un’auto sportiva, ma la spinta elettrica nei primi metri rende la risposta migliore meglio di tanti piccoli motori turbo a benzina di pari cilindrata e potenza.

Comportamento: Comfort “tappeto volante”
La dinamica di guida è votata al comfort. Le sospensioni assorbono le asperità con una maestria tipica della tradizione francese di DS. Lo sterzo è leggero e preciso, perfetto per la città dove, grazie al sistema 48V, è possibile viaggiare in modalità elettrica per oltre il 50% del tempo veleggiando sia nel ciclo urbano che in extraurbano e velocità media costante. Nelle curve veloci il rollio è presente ma mai veramente eccessivo, mantenendo una discreta stabilità nelle manovre di emergenza in curva.

Sicurezza: Vigilanza hi-tech
La dotazione ADAS è di prim’ordine. Il DS Drive Assist 2.0, presente nella vettura in prova, offre una guida semi-autonoma di Livello 2 estremamente fluida, con sorpassi semi-automatici e adattamento della velocità in curva. Peccato per l’assenza del sistema Night Vision. Tale ADAS adotta, infatti, una telecamera a infrarossi nel quadro strumenti rilevando pedoni e animali al buio ben prima che i fari li illuminino, un plus raro in questo segmento, per tanto da considerare al momento di configurare l’auto.

Economia e Costi: Il prezzo del prestigio
Il posizionamento è dichiaratamente premium. La gamma Hybrid 136 attacca intorno ai 38.500 € per la versione Pallas, salendo oltre i 46.000 € per la ricca Étoile. In consumi hanno fatto registrare in un percorso medio, valori vicini ai 5,2 l/100 km nel ciclo combinato, un valore eccellente che permette autonomie complessive vicine ai 900 km.
Collocamento sul mercato:
La DS 4 sfida direttamente la Audi A3, la BMW Serie 1 e la Mercedes Classe A. Rispetto alle tedesche, la francese offre una dotazione di materiali interni superiore a parità di prezzo e uno stile meno banale, sebbene la tenuta del valore nell’usato resti ancora un’incognita rispetto ai brand di Stoccarda e Monaco.

Conclusioni finali
La DS 4 Hybrid 136 è la scelta razionale per chi non vuole rinunciare all’irrazionalità del lusso. È un’auto matura, che sostituisce la spavalderia delle prestazioni pure con l’eleganza di un’efficienza silenziosa. Se cercate una sportiva pura, guardate altrove; ma se cercate un oggetto di design capace di trasformare il traffico cittadino in un momento di relax, la “N°4” ha poche rivali. La sua qualità dei materiali eccelsa, il comfort acustico e di molleggio è il migliore della categoria e l’efficienza del sistema ibrido fa sentire la sua presenza utile in città. Di contro la visibilità posteriore è ridotta, costringendo il guidatore a fare massiccio ricorso a sensori e retrocamera, ed un’abitabilità posteriore per i più alti limitata, il tutto ad un prezzo impegnativo, soprattutto se accessoriata come si deve.
