Il mondiale MotoGP 2026 è ancora nelle sue fasi iniziali, ma i primi equilibri stanno già facendo discutere. A sottolinearlo è una leggenda del motociclismo come Mick Doohan, che invita alla cautela ma solleva interrogativi importanti sul momento della Ducati.
Il costruttore di Borgo Panigale, dominatore degli ultimi quattro campionati piloti, non ha ancora conquistato una vittoria in gara lunga nel 2026. L’ultimo successo risale addirittura allo scorso ottobre, quando Alex Marquez trionfò in Malesia. Un dato che contrasta nettamente con l’exploit dell’Aprilia Racing.
A guidare la classifica iridata è infatti Marco Bezzecchi, autore di cinque vittorie su cinque nei gran premi disputati finora. Un dominio costruito nonostante due ritiri nelle Sprint, che certifica il salto di qualità della RS-GP. Accanto a lui cresce anche Jorge Martin, secondo in campionato a soli quattro punti, forte di una vittoria Sprint e di una serie di podi che ne confermano la competitività ritrovata.
Non solo: anche Raul Fernandez ha portato la Aprilia del team Trackhouse nelle posizioni di vertice, segno di una competitività diffusa all’interno del progetto di Noale.
In casa Ducati, invece, l’unico acuto stagionale resta la vittoria nella Sprint in Brasile del campione del mondo in carica Marc Marquez. Lo spagnolo, ancora alle prese con il recupero dopo un’operazione alla spalla, non è però mai salito sul podio in gara lunga. Tra problemi tecnici – come il cedimento del cerchio a Buriram – e cadute, tra cui quella al COTA che ha coinvolto anche Fabio di Giannantonio, il suo avvio di stagione è stato fin qui complicato.
Paradossalmente, il miglior pilota Ducati in classifica è proprio Di Giannantonio con il team VR46, quarto alle spalle di Bezzecchi, Martin e Pedro Acosta su KTM.
Anche nei numeri complessivi emerge la difficoltà della casa italiana: Ducati accusa un ritardo di 42 punti nella classifica costruttori rispetto allo stesso punto della scorsa stagione, mentre Aprilia ha guadagnato ben 68 punti.
“È ancora troppo presto per parlare del campionato,” ha dichiarato Doohan a Marca. “Quando torneremo in Europa capiremo meglio. Ma quello che non comprendo è Ducati: non so se Aprilia abbia fatto un grande passo avanti o se Ducati abbia perso terreno. E soprattutto, perché.”
L’australiano solleva anche dubbi sulla direzione tecnica intrapresa: “Sembra che il team satellite VR46 stia andando meglio delle moto ufficiali. Se è così, bisogna chiedersi chi sta guidando lo sviluppo e se la direzione sia quella giusta.”
Nel frattempo, Aprilia si gode un momento d’oro. Bezzecchi si conferma solidissimo sia sul giro secco sia sul passo gara, mentre Martin – campione del mondo 2024 – sembra aver definitivamente superato gli infortuni che avevano condizionato la scorsa stagione.
“Martin mi piace: è una persona semplice ed è velocissimo,” ha aggiunto Doohan. “Sta andando tutto alla grande… tranne le celebrazioni.”
Un riferimento ironico alla caduta dello spagnolo durante un’impennata nel giro d’onore dopo la sua prima vittoria con Aprilia nella Sprint del COTA.
Il mondiale è ancora lungo, ma una cosa è certa: gli equilibri sono cambiati e, per la prima volta dopo anni, Ducati è chiamata a inseguire.

Doohan ha le idee chiare. La MotoGP 2026 è ancora tutta da decifrare e la Ducati non ha ancora mostrato il suo vero potenziale. Con Marquez e Bagnaia in squadra, il campionato sarà incandescente.