Il tema della pressione degli pneumatici torna al centro del dibattito in MotoGP. A sollevare nuove polemiche è Pit Beirer, direttore motorsport KTM, che ha definito l’attuale regolamento “semplicemente assurdo”.
Le norme in vigore impongono ai piloti di mantenere una pressione minima per una percentuale significativa della gara: almeno il 30% dei giri nelle Sprint e il 60% nei Gran Premi. In caso contrario, scattano pesanti penalità post-gara: 8 secondi per le Sprint, 16 per le gare lunghe.
Una regola che negli ultimi mesi ha inciso direttamente sui risultati in pista, penalizzando diversi protagonisti.
Il caso Acosta e i precedenti
L’episodio più recente riguarda il talento KTM Pedro Acosta, privato di un podio nella Sprint di Austin (COTA) proprio per non aver rispettato i parametri di pressione. A beneficiarne è stato Enea Bastianini, promosso in classifica.
Non è un caso isolato: in passato anche Maverick Viñales aveva perso un podio in Qatar per lo stesso motivo. Allo stesso tempo, KTM ha tratto vantaggio dal regolamento, con Dani Pedrosa promosso a Jerez 2024 dopo la penalità inflitta a Fabio Quartararo.
“Non è una questione di prestazione”
Beirer contesta il principio stesso della norma. Secondo il dirigente austriaco, la pressione degli pneumatici varia in modo imprevedibile durante la gara, rendendo impossibile per i team controllarla con precisione.
“In scia ad altri piloti la pressione aumenta rapidamente e la moto diventa difficile da guidare. Se invece si gira da soli, può scendere sotto il limite”, ha spiegato.
Una dinamica che, a suo avviso, non ha nulla a che vedere con eventuali vantaggi tecnici o comportamenti irregolari: “Non si tratta di barare. Differenze minime, come 0,03 bar, non determinano una prestazione migliore o peggiore”.
La proposta: controlli prima del via
La soluzione proposta da KTM è chiara: verificare la pressione degli pneumatici sulla griglia di partenza, prima del via, garantendo condizioni uguali per tutti.
“Facciamo partire tutti con la stessa pressione e poi lasciamo correre”, è la posizione di Beirer, che considera inaccettabile che una gara venga decisa da un parametro così variabile.
Uno spiraglio per il futuro
Il tema potrebbe essere affrontato in modo concreto a partire dal 2027, quando Pirelli diventerà fornitore unico al posto di Michelin. Il cambio rappresenta un’occasione per rivedere completamente il sistema: dalle soglie di pressione alle modalità di controllo, fino all’entità delle penalità.
Per ora, però, la questione resta aperta. E nel paddock cresce il malcontento per una regola che, sempre più spesso, finisce per decidere i risultati tanto quanto – se non più – la pista.

KTM ha ragione, le regole sulla pressione gomme penalizzano certi stili di guida. Serve più libertà tecnica per lasciare i piloti esprimersi al massimo. La MotoGP non deve diventare troppo rigida sui regolamenti.