Valentino Rossi accoglie con entusiasmo l’arrivo di Max Verstappen nel mondo delle competizioni GT3 e, con il suo consueto sorriso, rivendica scherzosamente un piccolo merito: «Ho aperto un po’ la porta, ho fatto un po’ di spazio».
L’ex fuoriclasse della MotoGP, ritiratosi nel 2021 e oggi stabilmente impegnato nelle gare endurance, ha commentato le recenti prestazioni del campione olandese durante il weekend inaugurale del GT World Challenge Europe al Circuit Paul Ricard.
«Sono molto contento – ha dichiarato Rossi a Sky Sport Italia –. Non penso sia tutto merito mio, ma è una grande soddisfazione vedere Verstappen su questo tipo di vetture. Spero davvero di poter scendere in pista con lui e fare qualche giro insieme».
Dopo aver chiuso una carriera leggendaria su due ruote, Rossi si è reinventato con successo nel GT3, diventando un volto fisso della categoria. Al Paul Ricard ha preso parte alla gara endurance di sei ore con il Team WRT, condividendo la BMW M4 GT3 con Daniel Harper e Max Hesse. Il nove volte campione del mondo ha inoltre ampliato il proprio impegno nel World Endurance Championship, conquistando anche successi di rilievo come la Indianapolis 8 Hours.
Sul fronte opposto, Verstappen sta rapidamente costruendo la propria credibilità anche lontano dalla Formula 1. Dopo aver ottenuto la licenza GT3 meno di un anno fa, il pilota olandese ha già centrato una vittoria al debutto nella Nürburgring Endurance Series e si prepara ora a una delle sfide più iconiche dell’endurance, la 24 Ore del Nürburgring.
Nel weekend francese ha fatto il suo esordio nella categoria anche Lance Stroll, al volante di un’Aston Martin Vantage. Nonostante un promettente ottavo tempo sul giro, la sua gara è stata compromessa da penalità e problemi tecnici, concludendosi con un 48° posto.
Per Rossi, il fascino del GT3 resta intatto: «È una categoria in forte crescita. Le auto sono fantastiche da guidare: veloci, ma anche pesanti e difficili da controllare. È proprio questo a rendere le gare così spettacolari. È semplicemente molto bello».
