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Pecco Bagnaia lancia l’allarme a Jerez: “Questa Ducati ha perso il suo DNA”

Il weekend del Gran Premio di Spagna si apre con un’ombra densa sul box Ducati #63. Francesco Bagnaia ha gelato le aspettative su possibili svolte immediate, confermando che per l’imminente appuntamento di Jerez non sono previsti aggiornamenti tecnici di rilievo sulla sua Desmosedici. Le novità più attese arriveranno soltanto lunedì, durante la giornata di test post-gara, dove il pilota torinese spera di trovare componenti capaci di riportare la moto verso una direzione più consona al suo stile di guida.

La situazione in classifica riflette fedelmente il disagio tecnico di Pecco, che si presenta in Andalusia occupando soltanto la nona posizione nel mondiale. Mentre le Aprilia di Marco Bezzecchi e Jorge Martin dominano la scena, incalzate dal talento cristallino di Pedro Acosta su KTM, la Ducati sembra aver smarrito la propria egemonia. Il paradosso è reso ancora più evidente dal fatto che l’unica vittoria stagionale per la casa di Borgo Panigale sia arrivata per mano di Marc Marquez nella Sprint in Brasile, con Fabio Di Giannantonio che attualmente risulta il miglior pilota in classifica tra i ducatisti.

Bagnaia ha espresso concetti pesanti riguardo all’evoluzione tecnica del prototipo, sostenendo che il DNA della GP25 e della GP26 sia sostanzialmente lo stesso e non gli permetta di esprimersi al massimo. Il due volte campione del mondo ha ammesso di correre costantemente in difesa, senza riuscire a instaurare un rapporto di piena fiducia con il mezzo. Questa mancanza di feeling ha colpito proprio i suoi storici punti di forza, ovvero la staccata e l’ingresso in curva, costringendolo persino a modificare radicalmente l’intero sistema frenante con risultati finora penalizzanti.

Secondo il pilota piemontese, il problema non sarebbe isolato, poiché anche altri piloti della scuderia avrebbero manifestato le medesime criticità. L’auspicio di Bagnaia è che gli ingegneri possano ritrovare la strada maestra percorsa fino al 2024, progettando soluzioni che permettano di tornare a una guida aggressiva e naturale. Il lunedì di test a Jerez diventa quindi uno spartiacque fondamentale per capire se la crisi d’identità della “rossa” potrà essere risolta in tempi brevi o se il calvario tecnico sia destinato a proseguire per tutta la stagione.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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