La Toyota bZ4X, nata dalla collaborazione con Subaru, è una crossover elettrica gemella della Solterra, dalla quale si differenzia per alcuni dettagli estetici nel frontale. Si presenta come un SUV pratico e spazioso, sebbene erediti un limite tipico delle piattaforme adattate: il pavimento alto. Questa configurazione costringe gli occupanti a viaggiare con le ginocchia leggermente più contratte rispetto a un SUV tradizionale. Nonostante ciò, l’abitacolo offre sedili ampiamente regolabili e un nuovo schermo centrale generoso e ben visibile.

Interni e posto guida: tra luci e ombre
La qualità percepita degli interni è penalizzata da un uso esteso di plastiche rigide. Una scelta stilistica particolare riguarda il cruscotto, posizionato in alto e in profondità: il progetto originale prevedeva probabilmente la guida By-Wire (senza piantone fisico), ma con un volante tradizionale la visibilità della strumentazione risulta difficoltosa. Per leggere correttamente i dati, il conducente è costretto a posizionare il volante piuttosto in basso. Il bagagliaio da 452litri è profondo ma non eccelle per capacità volumetrica, e si nota l’assenza di un vano di carico anteriore, comune su molte rivali.

3. Motorizzazioni e dinamica di guida
A differenza della Subaru, la Toyota bZ4X viene offerta in due varianti: la versione a trazione anteriore da 204 CV o quella integrale AWD con due motori per una potenza complessiva di 218 CV. Su strada l’auto offre uno scatto brillante, pur senza cercare prestazioni estreme. Il vero punto di forza risiede nella taratura dello sterzo e delle mappature: la vettura è intuitiva, facile da guidare e decisamente confortevole anche sui fondi sconnessi, garantendo un’esperienza di bordo rilassante.

Prezzi e dotazioni: il valore della versione Lounge
Il listino non è dei più contenuti. L’allestimento consigliato è il “Lounge”, a 47.900 euro include accessori indispensabili come il navigatore, il portellone motorizzato e le telecamere a 360°. Coerentemente con la filosofia dei costruttori giapponesi, questi optional non sono disponibili singolarmente sui modelli base. Nota importante per la trazione integrale: sebbene sia ideale per la montagna, sceglierla per un uso sporadico non aumenta sensibilmente la potenza percepita, ma riduce in modo netto l’autonomia complessiva ad un costo maggiore di 50.900 euro.

Autonomia e gestione nei viaggi
La versione suggerita da 204 CV, con batteria da 71,4 kWh (netti), garantisce un’autonomia reale di circa 375 km, rispetto ai 550 dichiarati ottenibili solo in condizioni urbane a temperatura media. In autostrada, simulando una sosta di 15 minuti per la ricarica rapida, la bZ4X permette di coprire circa 413 km in 4 ore totali. La batteria accetta picchi di ricarica fino a 150 kW, mantenendo una media di 110 kW. Per le lunghe distanze, le soste successive richiedono circa 30 minuti ogni 300 km di percorrenza. Queste caratteristiche la rendono eccellente per spostamenti cittadini e interregionali, ma meno votata ai lunghi viaggi autostradali.
Verdetto finale: affidabilità contro performance
Pur con tutti i miglioramenti tecnici effettuati, rispetto alla prima generazione, dal punto di vista puramente tecnico, la bZ4X fatica a reggere il confronto con le rivali più moderne, risultando indietro per autonomia reale e velocità di ricarica. Tuttavia, la SUV giapponese vince la sfida della serenità: la garanzia di 10 anni e la gestione conservativa della batteria sono una sicurezza imbattibile per i clienti più prudenti. Sebbene la Hyundai IONIQ 5 rimanga la regina tecnologica del segmento, la Toyota si conferma la scelta ideale per chi mette l’affidabilità al primo posto.
