L’edizione numero 54 della mitica 24 Ore del Nürburgring si conferma come la gara forse più dura del mondo, ma anche la più bella. Il suo fascino unico risiede nella capacità di consentire a vetture di tutti i livelli di competere nello stesso evento: dalle mostruose GT3 della classe SP9 Pro fino alle piccole e indomite Dacia Logan. Tutti i partecipanti si trovano a darsi battaglia lungo i 25,378 km del leggendario tracciato tedesco, regalando un’esperienza motoristica senza eguali.
Lo spettacolo dei doppiaggi e il record di pubblico
Ovviamente, bastano veramente pochi passaggi prima che il gruppo di testa si trovi ad avere a che fare con la temibile pratica dei doppiaggi, una condizione che diventa uno spettacolo nello spettacolo per il pubblico accorso numeroso come non mai. Giusto per capire la portata dell’evento, qualcuno all’interno dell’organizzazione ha tenuto il conto, registrando la bellezza di circa 60.000 sorpassi nell’arco delle 24 ore.
L’edizione del 2026 segna anche il record assoluto di spettatori con ben 352.000 presenze, complice la straordinaria partecipazione del quattro volte campione del mondo di Formula 1, Max Verstappen. Ci sono stati appassionati che hanno campeggiato negli spazi intorno alla pista per un’intera settimana pur di accaparrarsi i posti migliori, creando in alcuni casi vari palchetti improvvisati per assistere alla corsa; una pratica genuina che non si vedeva sui tracciati italiani dagli anni ’90 del secolo scorso.
Il debutto di Verstappen e la sorpresa in qualifica
Tutti gli appassionati erano al Ring soprattutto per assistere alla gara di Max Verstappen, sceso in pista con un proprio team a bordo della Mercedes-AMG numero 3. Alla vigilia, il quattro volte campione iridato aveva dichiarato come la 24 Ore del Nürburgring fosse da tempo nella lista dei suoi desideri. Ma la maratona più dura del mondo ha le sue regole e già durante le qualifiche Max si è reso conto di quanto sia difficile primeggiare, mancando l’obiettivo della pole position.
Purtroppo, il campione olandese non poteva correre da solo, ma doveva fare affidamento sui compagni di squadra, e lo spagnolo Daniel Juncadella si è dimostrato l’anello debole del fine settimana. A strappare il miglior tempo, infatti, è stata la Lamborghini Huracán numero 84 condotta da un veterano come Luca Engstler, seguita dalla vettura gemella numero 130 guidata dallo svizzero Marco Mapelli.
Il meteo impazzito e la rimonta del campione
Una gara come quella del Ring ha le sue regole ferree e un clima totalmente pazzo, caratterizzato da temperature invernali soprattutto durante la notte e da condizioni meteo mutevoli, come accade spesso nella regione dell’Eifel (erroneamente accostata alle Ardenne nel gergo comune). I 161 equipaggi partenti sono passati repentinamente da violenti acquazzoni a un pallido sole, costringendo i team a strategie continuamente rimesse in discussione.
Nonostante le avversità, tutto sembrava andare per il meglio per il campione olandese che, preso in mano il timone del team e caricatosi sulle spalle il grosso del lavoro, ha rimontato sette posizioni con uno stint spettacolare, portandosi direttamente al comando davanti alla Mercedes gemella.
Sorpassi mozzafiato e l’ecatombe dei favoriti
Max, come suo solito, ha regalato spettacolo con sorpassi mozzafiato. Nei primi giri le vetture di testa si sono scambiate ripetutamente le posizioni, destreggiandosi costantemente tra i doppiaggi e i numerosi incidenti. Uno di questi contatti ha tolto prematuramente dalla scena una delle grandi protagoniste: la Porsche 911 del team Manthey guidata da Kévin Estre.
Il pilota, serio candidato alla vittoria finale, è stato tradito proprio da un doppiaggio reso ancora più insidioso dal fondo scivoloso per la pioggia. Un vero peccato per il mancato duello diretto con Verstappen. Stessa sorte è toccata alla Ferrari 296 GT3 Evo24 numero 45, che aveva ottenuto un’ottima prestazione in qualifica, e all’altra Porsche 911 GT3 R del team Falken Motorsport; quest’ultima ha dovuto interrompere la sua avventura nell’Inferno Verde dopo 9 ore di gara, proprio mentre una rimonta furiosa l’aveva portata fino al terzo posto. La sfortuna ha poi colpito, poco dopo, anche la Porsche del Dunlop Motorsport.
Il dramma della trasmissione a quattro ore dal termine
Il passo imposto dalla Mercedes-AMG GT3 del team di Max Verstappen era impressionante, tanto da consentirgli di mantenere la prima posizione per buona parte della corsa. Ma a quattro ore dal termine della gara, ecco il colpo di scena che ha gelato i tifosi: la coupé tedesca è stata costretta a fermarsi a causa di un grave problema alla trasmissione. Un guasto purtroppo irreparabile, che ha reso del tutto inutili i disperati tentativi di ripartenza da parte dei meccanici ai box.
Il trionfo della Mercedes numero 80 e il verdetto finale
Alla fine dei 128 giri percorsi, completati alla media straordinaria di oltre 164 km/h, la vittoria è andata all’altra Mercedes-AMG GT3, la numero 80 della Winward Racing. La vettura, condotta da Maro Engel, Luca Stolz, Fabian Schiller e Maxime Martin, è stata protagonista di un’impresa memorabile essendo partita addirittura dalla venticinquesima casella in griglia. Sul podio, con due minuti di ritardo, è salita la Lamborghini Huracán numero 84; scattata dalla pole position, era scivolata nelle retrovie a causa di una foratura rimediata in un contatto alla curva 2 con la Mercedes di Juncadella durante il primo giro.
Terza si è classificata l’Aston Martin Vantage AMR GT3 Evo numero 34, partita undicesima. Sfiora invece il podio la BMW M4 GT3 Evo numero 99 del team Rowe, vincitrice dell’edizione 2025 ma costretta al ritiro durante la notte in seguito a un tamponamento. Alla fine, dei 161 verificati alla partenza solo 111 sono giunti al traguardo. Max Verstappen ha comunque già dichiarato che l’anno prossimo ci riproverà: del resto, la vittoria è solo un appuntamento rimandato per il fuoriclasse olandese, dopo la solida prestazione dimostrata sulla pista più difficile e pericolosa del mondo.
