La Sprint Race di Formula 2 a Montréal si è trasformata in una gara ricca di colpi di scena, contatti e interventi della direzione gara, culminata con la prima vittoria in carriera in categoria per Noel León. Il pilota è riuscito a emergere da una corsa estremamente frammentata, segnata da Safety Car e sorpassi decisivi nel finale.
La partenza ha visto Gabriele Minì mantenere la leadership iniziale dopo una buona partenza, mentre alle sue spalle la lotta per le posizioni di vertice si è accesa immediatamente. León si è inserito presto nella battaglia per il podio, mostrando un ritmo competitivo e una gestione efficace delle fasi più caotiche della gara.
Il momento chiave è arrivato in una corsa già fortemente condizionata da incidenti e neutralizzazioni. Le Safety Car e una Virtual Safety Car hanno infatti spezzato il ritmo e rimescolato le strategie, mantenendo il gruppo compatto fino alle fasi finali. Proprio in questo contesto León è riuscito a prendere il comando e a costruire un margine decisivo sugli inseguitori, gestendo con maturità gli ultimi giri fino alla bandiera a scacchi.
Alle sue spalle hanno chiuso il podio Minì e Martinius Stenshorne, protagonisti a loro volta di una gara solida ma condizionata dalle numerose interruzioni.
La corsa ha visto anche diversi episodi controversi, tra cui il coinvolgimento di Joshua Duerksen, protagonista di un contatto con León che gli è costato una penalità di 5 secondi. Il pilota è stato spesso al centro dell’azione in una gara molto combattuta, caratterizzata da duelli ruota a ruota e situazioni al limite.
Il weekend canadese non si è però concluso con la bandiera a scacchi. Dopo la gara, i commissari hanno infatti inflitto ulteriori penalità. Mari Boya è stato penalizzato di 10 secondi per guida eccessivamente lenta in un momento critico della corsa, mentre lo stesso Duerksen ha ricevuto una penalità che influirà sulla sua prossima gara disponibile, a seguito dell’incidente in cui è stato giudicato responsabile.
La Sprint di Montréal si chiude così con la prima affermazione di León in Formula 2 e con una classifica finale influenzata non solo dall’azione in pista, ma anche dalle decisioni dei commissari, in un weekend che ha messo in evidenza quanto sia sottile il confine tra aggressività e penalità nella categoria cadetta della Formula 1.
