La Opel Astra rimane ancora una berlina a cinque porte di medie dimensioni. L’attuale generazione conserva linee tese ed equilibrate, e nella sua ultima evoluzione condivide la meccanica con la Peugeot 308. A differenza della cugina, l’abitacolo ha linee più sobrie e teutoniche con un tocco hi-tech dato dalla cornice ricurva nella plancia. Questa soluzione ingloba il cruscotto digitale, completamente configurabile, una delle bocchette del clima e lo schermo centrale, con una diagonale per gli schermi che può arrivare a dieci pollici per entrambi. Dal monitor centrale si comandano tutte le funzioni dell’auto, ma ci sono ancora comandi fisici nella parte inferiore che consentono la gestione del sistema multimediale e anche di vari altri sistemi, fra cui il climatizzatore appunto.
Abitabilità a bordo e capacità del bagagliaio
Lo spazio interno è adatto a ospitare anche cinque adulti grazie all’assenza del tunnel centrale nella zona posteriore. Il bagagliaio, che varia dai 308 litri della plug-in ai 422 litri delle motorizzazioni tradizionali, ha una buona capienza. La gamma motori prevede tutte unità turbo, il che rende l’Opel Astra piuttosto pronta nelle riprese. L’abitacolo è insonorizzato con attenzione, con un buon livello di comfort. La trasmissione automatica assicura una fluidità di marcia ottimale, gestita da una nuova comoda levetta nel tunnel. Di serie o a pagamento dispone di un’adeguata batteria di ADAS e accessori come i fari a matrice di LED.
Consigli per la scelta di allestimenti e motorizzazioni
Per gli allestimenti vi consigliamo di scegliere la sportiveggiante GS, per una veste estetica e per finiture superiori. Per la dotazione, invece, basterebbe optare per la Edition che comprende la chiave elettronica, i fari full LED e i sensori di parcheggio, sia davanti che dietro. La scelta del motore, invece, dipende dall’uso che farete dell’auto. Se i chilometri sono pochi basta il 1.2 mild hybrid col cambio robotizzato. da 136cv a 35.250 euro. Se i chilometri sono parecchi, va considerato il 1.5 diesel d 131cv, che tra l’altro è anche silenzioso a 35.570 euro. Le motorizzazioni ibride plug-in hanno un costo nettamente superiore arrivando a 40.050 euro e hanno anche il limite di dover essere ricaricate per usare al meglio la batteria, recuperando la maggiore spesa iniziale con un consumo basso cittadino.

Il confronto con il punto di riferimento del segmento
In un confronto con la concorrenza diretta nel segmento delle berline due volumi di segmento C, il primo posto spetta all’inossidabile Volkswagen Golf 2.0 TDI DSG R-Line. Il motore 2.0 litri, nella versione più potente da 150 CV, ha una rotondità di funzionamento e una spinta superiori al 1.5 litri dell’Astra. Inoltre, il cambio DSG è più rapido dell’EAT8, senza contare il valore residuo sul mercato dell’usato che rimane solido per l’inossidabile Golf. L’allestimento R-Line pareggia sia dal punto di vista estetico che per dotazione con la sportiva GS dell’Astra.
Il posizionamento dell’Astra sul podio e la terza sfidante
Da parte sua, la berlina due volumi Opel si posiziona al secondo posto, decisamente meglio della cugina 308 per una scelta ergonomica migliore degli interni. I sedili AGR hanno un comfort imbattibile per chi macina tanti chilometri. Infine, l’Astra non sfigura nel comparto ADAS, con il sistema Intelli-Drive, ben tarato e preciso nell’azione. Alle spalle dell’Astra, in un ipotetico podio, c’è un’altra icona del segmento C, la Ford Focus, che continua a distinguersi per il piacere di guida rispondendo ai comandi dello sterzo con una prontezza che le concorrenti Volkswagen e Opel faticano a replicare. La Focus paga interni sottotono soprattutto nella zona bassa dell’abitacolo, restando una scelta piacevole da guidare e concreta nell’essenza.
