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F1: Gp Canada, Pagelle “un fiume di lacrime che porta il mondiale a Bologna!” di GM

E sono quattro! Indipendentemente dai meriti di Antonelli o dai demeriti di Russell e della Mercedes, il giovane italiano ha conquistato sul campo il diritto di essere il leader. Ormai ha accumulato un vantaggio sufficiente per poter puntare i piedi, imponendo al team la propria politica e le proprie priorità. Ovviamente, come da tradizione in Mercedes, per evitare di uccidere un campionato già spento a causa di regole decise a tavolino dai tedeschi, lasceranno a Russell la porta aperta per continuare a lottare. Ad Antonelli, tuttavia, farebbe bene una chiacchierata con Nico Rosberg, il quale riuscì a battere nientemeno che Lewis Hamilton, potendo contare sul vantaggio cruciale di un motore avversario provvidenzialmente rotto.

Il dibattito sulle future Power Unit

In Canada ha tenuto banco anche la complessa questione legata alle power unit. Attualmente si scontrano due diverse correnti di pensiero: da un lato c’è chi vorrebbe spostare, logicamente, l’asticella della potenza a favore del motore endotermico; dall’altro, invece, c’è chi preferirebbe rimanere fedele allo schema attuale, sfruttando le due finestre di correzione già previste dalla FIA.

Le manovre politiche e i rischi per la Ferrari

Per quanto possa sembrare che la maggioranza dei motoristi stia optando per la seconda opzione, c’è da essere abbastanza sicuri che la politica gestita dalla coppia Red Bull-Mercedes farà la differenza. Anche da soli, infatti, questi due colossi indirizzeranno le decisioni della FIA verso un cambio di configurazione del propulsore per la prossima stagione, con tanti saluti agli effetti positivi della finestra di recupero su cui avrebbe potuto contare la Ferrari.

Kimi Antonelli 10: Ha attaccato, ha imparato la lezione dagli eventi della sprint race e ha mandato alla neuro George Russell al punto da costringerlo a sfruttare oltre misura la sua monoposto. Ha vinto, è davanti e ormai può solo vincere facilmente un mondiale che è già chiuso.

Lewis Hamilton 8: La migliore gara da quando è in Ferrari. Si sentiva a suo agio su una delle sue piste preferite, si sentiva a suo agio con la monoposto che rispondeva come piace a lui, ed ecco che finalmente si è visto un pilota sette volte campione del mondo capace di fare la differenza.

Max Verstappen 7: L’ombra di se stesso. Sembrava potesse fare la differenza e conquistare un facile secondo posto su Hamilton; invece, il suo vecchio rivale gliele ha suonate. Un bel podio, ma troppo poco per un pilota apparso svogliato.

Charles Leclerc 7: Una bella gara, onesta, senza errori. Non era a suo agio né con la pista né con la macchina, e ha raccolto quello che poteva.

Franco Colapinto 7: Di questo passo gli faranno una statua nel centro di Buenos Aires. Punti preziosi e una prestazione migliore di quella di Gasly. Che abbia finalmente capito come si guidano queste F1?

Liam Lawson 7: Una bella prestazione. Approfitta dell’inettitudine altrui e dei problemi di affidabilità davanti per conquistare ottimi punti con una bella condotta di gara.

Carlos Sainz 7: La Williams va quanto basta per assicurare alla buona guida dello spagnolo la zona punti. Non si poteva fare di meglio: una bella gara senza errori.

Oliver Bearman 7: Il pilotino britannico sta letteralmente salvando la Haas. Non compie gesti tecnici leggendari, ma porta a punti una monoposto che normalmente non sarebbe in grado di prenderne. Ha talento.

Isack Hadjar 6: Una bella corsa, ma un po’ troppo aggressivo anche quando non è necessario. Poteva rovinare la gara sua e quella di Leclerc per evitare un sorpasso che sembrava ormai inevitabile.

Pierre Gasly 6: Punti importanti, ma si trova dietro a Colapinto. Una cosa impensabile a inizio stagione e un campanello d’allarme per il francese.

George Russell 6: Ha tentato di resistere, ha provato a stare davanti e ha cercato di contenere l’irruenza e l’arroganza del ragazzino dietro di lui. Poteva distruggere l’altra Mercedes volando sui cordoli, ma non è successo, e il mondiale ha preso decisamente la direzione di Bologna.

Lando Norris 5: Se ti montano le gomme sbagliate, forse, da campione del mondo, dovresti avere voce in capitolazione ed esporti di più.

Oscar Piastri 5: Come il capitano, ma aggiunge anche un modo maldestro di recuperare posizioni. Male, molto male.

Chez Vasseur 7: Una buona prestazione per una combinazione ottimale di pista, gomme e set-up a vantaggio di Hamilton, ma troppo poco per sperare in un recupero senza migliorare la power unit – ammesso che abbiano il peso politico per farlo.

Frecce d’argento 6: Una monoposto si è rotta, sarà anche a causa del duello, ma di questo passo non sarà l’ultima. Intanto, però, hanno ancora una volta la politica dalla loro parte!

Papaya team 4: In tempi non sospetti, in Ferrari, quando si montavano le gomme sbagliate al momento sbagliato era il preludio del licenziamento del direttore tecnico o sportivo. Che Stella sia in partenza in direzione Maranello?

I tecnici FIA 3: Detto per inciso, cambiare la ripartizione della potenza per la power unit è l’unica cosa sensata dal punto di vista tecnico che si possa fare per mettere una pezza al disastroso regolamento tecnico 2026. Il problema è che ciò non basta senza una riconsiderazione dell’utilizzo della potenza elettrica in modo maggiormente discrezionale: una cosa che farebbe comodo, per esempio, alla Red Bull. Nel mezzo ci sono i poveri motoristi che non contano nulla, Ferrari in testa, che subiranno ancora una volta le regole imposte dagli altri.

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