Dopo aver conquistato il suo miglior risultato stagionale con il quinto posto nel Gran Premio d’Ungheria, Luca Marini si presenta a Brno con l’obiettivo di confermare i progressi mostrati dalla Honda nelle ultime settimane. Il pilota italiano, tuttavia, mantiene i piedi ben saldi a terra e invita a non sopravvalutare il risultato ottenuto a Balaton Park.
La gara ungherese è stata infatti condizionata dalla spettacolare carambola alla prima curva che ha eliminato diversi protagonisti, favorendo la rimonta del portacolori HRC.
“Quella era sostanzialmente la mia posizione reale”, ha spiegato Marini al termine del weekend magiaro. “Le cadute davanti mi hanno aiutato e mi hanno permesso di chiudere al quinto posto.”
Parole che fotografano con realismo la situazione attuale della Honda, ancora impegnata nella rincorsa ai costruttori di riferimento della MotoGP. Secondo Marini, uno dei punti di forza della RC213V emerge soprattutto sui circuiti nuovi o poco conosciuti, dove il lavoro di preparazione del team riesce spesso a fare la differenza.
“L’anno scorso, quando siamo arrivati qui per la prima volta, la Honda si è adattata molto bene. Nel box lavoriamo bene nella fase di preparazione, ma quando gli altri accumulano esperienza e dati riescono a migliorare più rapidamente. È uno degli aspetti su cui dobbiamo ancora crescere”, ha spiegato il pilota italiano.
Una riflessione che assume particolare rilevanza in vista del ritorno a Brno, circuito che la MotoGP affronta per il secondo anno consecutivo dopo il rientro nel calendario mondiale.
Il nodo qualifiche
Tra gli aspetti da migliorare resta soprattutto la prestazione sul giro secco. Marini occupa infatti soltanto la diciottesima posizione nella classifica del BMW MotoGP Qualifying Award, un dato che spesso lo costringe a partire nelle retrovie.
A compensare questa lacuna sono arrivate finora partenze efficaci e una buona gestione della gara, ma per ambire con continuità alla top five servirà inevitabilmente un passo avanti nelle qualifiche.
“Arriviamo a Brno con sensazioni positive, ma c’è ancora molto lavoro da fare”, ha dichiarato il pilota romano. “È una pista che richiede grande scorrevolezza e sarà fondamentale trovare il giusto livello di grip. Inoltre ci aspetta un weekend molto caldo e dovremo capire come cambieranno le condizioni dell’asfalto.”
Marini guarda con ottimismo alla trasferta ceca anche perché, nella precedente edizione del GP, era ancora lontano dalla migliore condizione fisica dopo il lungo recupero dagli infortuni riportati durante la 8 Ore di Suzuka.
“L’anno scorso non ero ancora completamente ristabilito. Questa volta credo che potremo essere più competitivi”, ha aggiunto.
Mir punta a ripetere il weekend da protagonista
Anche Joan Mir arriva a Brno con aspettative positive. Lo spagnolo conserva infatti ottimi ricordi del circuito ceco, dove nella passata stagione aveva conquistato una sorprendente quinta posizione in qualifica prima di vedere sfumare un risultato importante a causa di alcuni episodi sfortunati in gara.
“Per tutto il weekend siamo stati molto competitivi e partire dalla seconda fila è stato un grande incoraggiamento”, ha ricordato il campione del mondo MotoGP 2020. “Credo che abbiamo tutto il necessario per disputare un altro fine settimana solido, soprattutto se le condizioni della pista si adatteranno alle caratteristiche della nostra moto.”
Mir sottolinea inoltre l’importanza di sfruttare al massimo questa fase intensa del campionato, caratterizzata da appuntamenti ravvicinati che permettono ai tecnici di raccogliere rapidamente dati preziosi per lo sviluppo.
Honda cerca continuità
Nella classifica iridata è proprio Marini a guidare il gruppo dei piloti Honda, occupando l’undicesima posizione. Alle sue spalle si trovano il rookie del team LCR Diogo Moreira e Joan Mir, mentre Johann Zarco continua a essere penalizzato dall’infortunio che ne ha rallentato il cammino.
Per la casa giapponese, il weekend di Brno rappresenta quindi un banco di prova importante. I progressi mostrati nelle ultime gare hanno restituito fiducia all’ambiente, ma la vera sfida sarà trasformare i segnali incoraggianti in risultati costanti. Solo così Honda potrà continuare ad accorciare il distacco dai protagonisti della MotoGP.
