La Moto3 è pronta per una trasformazione radicale. Durante la conferenza stampa speciale tenuta giovedì al Gran Premio d’Olanda, la FIM e Dorna Sports hanno ufficialmente confermato il passaggio a una nuova era che avrà come protagonista Yamaha e rappresenterà il più grande cambiamento della classe junior degli ultimi quindici anni.
A partire dal 2028, la Moto3 abbandonerà i tradizionali motori quattro tempi da 250 cc – in uso dal 2012, quando è terminata l’era dei mitici due tempi da 125 cc – per approdare a una classe a specifiche singole basata su una moto Yamaha completamente nuova.
I numeri della nuova generazione
La macchina del futuro rappresenta un salto qualitativo impressionante rispetto all’attuale generazione. Grazie a un motore Yamaha R7 “altamente modificato” e a un telaio prototipale sviluppato specificamente per la competizione, la nuova Moto3 avrà 90 cavalli di potenza, peserà 120 chilogrammi e garantirà prestazioni superiori alle moto attuali. Un’evoluzione che avvicinerà ulteriormente la classe junior alle caratteristiche tecniche della Moto2.
“Questo è un passo importante per la sicurezza, l’uguaglianza dei piloti, le corse e l’allineamento dei piloti verso la MotoGP”, ha dichiarato Carlos Ezpeleta, Capo Ufficiale Sportivo della MotoGP. Una dichiarazione che sintetizza gli obiettivi strategici della riforma: migliorare la sicurezza dei giovani piloti, garantire condizioni di gara più eque e offrire un percorso più coerente verso la classe regina.
Un nuovo modello economico
Se dal punto di vista tecnico la novità è rilevante, da quello economico è ancora più significativa. Attualmente, la Moto3 opera con limiti di prezzo sui motori, i cambi e altri componenti. Tuttavia, la competizione serrata tra i costruttori presenti – principalmente KTM e Honda – ha generato una corsa continua al superamento dei vincoli economici, con le case che investono ingenti risorse per guadagnare vantaggi competitivi in pista.
Il nuovo format punta a invertire questa tendenza. “L’obiettivo è ridurre i costi al 50% rispetto ai livelli attuali della Moto3”, ha spiegato Ezpeleta, prospettando una rivoluzione anche sul fronte economico che dovrebbe rendere la categoria più sostenibile per i team e gli sponsor.
Yamaha non sarà monopolista
Nonostante il ruolo centrale di Yamaha, la nuova Moto3 non diventerà una “Coppa Yamaha” in senso stretto. Paolo Pavesio, direttore di Yamaha Motor Racing, ha chiarito che altri costruttori potranno competere con proprie soluzioni, proprio come accade attualmente in Moto2, dove Yamaha e KTM gareggiano nonostante non costruiscano il telaio o il motore (forniti attualmente da Kalex, Boscoscuro e Forward).
Questo approccio garantisce un’apertura competitiva che dovrebbe preservare il fascino e l’incertezza sportiva della categoria.
I prossimi passi
Il primo test della nuova moto Yamaha Moto3 è previsto per settembre o ottobre di quest’anno, un calendario che permetterà ai tecnici di validare il progetto prima dell’introduzione ufficiale nel 2028. Il contratto iniziale tra Yamaha e la FIM/Dorna ha una durata di sei anni, fornendo stabilità al progetto e permettendo una programmazione a lungo termine.
La riforma della Moto3 rappresenta dunque un’occasione per modernizzare la classe junior, colmando il divario tecnico con la Moto2, contenendo i costi e mantenendo vivo lo spirito competitivo che ha sempre caratterizzato il campionato mondiale. Una sfida ambiziosa che avrà i suoi primi riscontri concreti nei prossimi mesi di test.
