Alessio Rovera firma la pole position della 24 Ore di Spa sulle note di un trionfo Ferrari, ma è nel silenzio del parco chiuso che si consuma il vero spettacolo. La sessione di verifica tecnica post-Superpole si trasforma in un terremoto regolamentare: squalifiche eccellenti, setup illegali e una griglia di partenza completamente ridisegnata rispetto a quanto scritto dai cronometri.
Rovera da manuale, Ferrari senza rivali
Sotto il sole torrido delle Ardenne, la nuova Superpole in formato knockout a quattro segmenti ha incoronato Alessio Rovera signore assoluto del sabato. Il pilota italiano ha gestito con intelligenza tattica ogni fase dello spareggio, costruendo il vantaggio cronometro dopo cronometro sulla #51 AF Corse Ferrari 296 GT3 Evo, senza mai sprecare le gomme nei momenti sbagliati.
La regola chiave del nuovo formato — un unico set di pneumatici Pirelli per tutti e quattro i segmenti — ha trasformato ogni giro in un’equazione a doppia incognita: passo puro contro conservazione del manto. Rovera ha risolto l’equazione meglio di tutti.
Nel segmento di apertura (SP1), con 32 vetture in pista simultaneamente sul tracciato di 7,004 km, l’italiano ha subito impresso la propria firma in cima ai cronometri. Le BMW, attese tra le protagoniste, hanno invece accusato gravi problemi di trazione al posteriore nel caldo: Jordan Pepper sulla #32 Team WRT BMW è il più vicino a salvarsi, ma manca il taglio dei sedici per soli due decimi.
Nella SP2, con la pista sempre più sdrucciolevole, Rovera detta il ritmo e rientra subito ai box per preservare le gomme. Vittime eccellenti: il campione in carica della Superpole Marvin Kirchhöfer (#59 Garage 59 McLaren) ed il molto atteso Ricardo Feller (#80 Lionspeed GP Porsche), entrambi in balia di pneumatici ormai compromessi.
Il terzo segmento (SP3) regala il momento più sorprendente del pomeriggio: Ariel Levi, sull’#66 Attempto Audi, unica Silver Cup ancora in lizza tra le prime otto, aggredisce la classifica e balza per due volte nelle prime quattro posizioni in tempo reale. La favola però si sgretola nell’ultimo respiro: Jules Gounon firma un giro fulminante all’ultimo secondo sulla #3 Verstappen Racing Mercedes e spedisce l’Audi fuori dai giochi.
Nel duello finale (SP4), rimasti in quattro, Rovera raccoglie i frutti della sua pazienza. Con le gomme conservate nei segmenti precedenti, lancia un attacco impeccabile e abbassa un 2:18.330 inaccessibile, lasciando il diretto inseguitore Tom Fleming a oltre quattro decimi di distanza. Terza posizione per Arthur Leclerc sulla #50 AF Corse Ferrari, quarto Gounon sulla Mercedes del team Verstappen. Con quattro Ferrari nei primi otto posti assoluti, Maranello torna in pole position alla 24 Ore di Spa per la prima volta dal 2017.
Il terremoto del parco chiuso
Ma è nelle ore successive alla Superpole che la giornata cambia volto. L’ispezione tecnica post-sessione smonta pezzo per pezzo la griglia provvisoria.
AF Corse, il doppio amaro. La gioia della pole di Rovera si tinge di amarezza per il muretto. La #50 Ferrari di Arthur Leclerc — terza al traguardo cronometrato — viene cancellata dalla classifica: il data logger obbligatorio risulta completamente scollegato. Senza telemetria sulle prestazioni del turbo, i commissari non hanno alternativa: tutti i tempi di Leclerc nella Superpole vengono annullati.
Audi, setup non conforme. Ariel Levi, protagonista della sessione con una prestazione da rivelazione sulla #66 Tresor Attempto Racing Audi, perde tutto. Le verifiche post-sessione rilevano che la vettura non rispetta i limiti imposti dal Balance of Performance per la posizione dell’ala posteriore e l’altezza minima da terra. Nessun giro resta valido.
Aston Martin, doppio disastro. La Casa di Gaydon vive il pomeriggio più nero. Sia la #7 Comtoyou Racing Vantage che la #34 Walkenhorst Motorsport Vantage vengono bocciate per violazioni alla pressione del turbo durante i giri veloci: i sensori telemetrici rilevano sforamenti di 15 e 16 mbar rispettivamente rispetto ai limiti regolamentari. Tutti i tempi delle due vetture vengono azzerati.
Il principale beneficiario del caos regolamentare è la #6 GetSpeed Team Bartone Bros Mercedes-AMG, che eredita la pole position della Silver Cup dopo la squalifica dell’Audi di Levi.
Il caso Porsche: pace dimostrata, partenza dalla pit lane
Una storia a sé è quella della #80 Lionspeed GP Porsche 911 GT3 R, che porta la firma di un destino crudele scritto già nella notte di giovedì. Gli ingegneri scoprono un guasto meccanico grave al motore boxer: la sostituzione è inevitabile ma fuori dalle allocazioni consentite dal regolamento del GT World Challenge Europe. La conseguenza è automatica e inappellabile: partenza obbligatoria dalla pit lane.
Il team sceglie comunque di mandare in pista Ricardo Feller per la Superpole, con un obiettivo puramente tecnico: raccogliere dati e verificare l’integrità del motore nuovo sotto carico massimo. Feller risponde con due giri precisi e aggressivi, confermando che il potenziale della vettura c’è. Ma sabato la #80 dovrà attendere ferma in corsia box mentre 68 avversari si lanciano verso Eau Rouge.
Sabato: griglia rivoluzionata, caldo estremo e la minaccia del temporale
La 24 Ore prenderà il via sabato alle 16:30 ora locale con una griglia lontana dalle gerarchie disegnate in pista, e con le condizioni meteorologiche a complicare ulteriormente ogni piano strategico. Un fronte freddo si avvicina alle Ardenne proprio nelle ore del via, con la minaccia di violenti temporali pronti a ribaltare ogni certezza. Nel frattempo, le temperature sull’asfalto toccano i 57 gradi, trasformando il circuito in un autentico forno per gomme e piloti.
Per le Ferrari, la pole resta un segnale di forza inequivocabile. Per i team penalizzati, il recupero sarà immediato e necessario. Per tutti, le prossime 24 ore non promettono un attimo di tregua.
