Questa nuova rubrica nasce con l’ambizione di mettere a confronto diretto le vetture che hanno ridefinito la storia dell’auto all’interno di una specifica categoria. Per questo primo appuntamento, la redazione ha selezionato otto coupé GT prodotte tra il 1994 e il 2017: otto filosofie progettuali nate in epoche diverse, ma accomunate da prestazioni paragonabili e da un’identità tecnica a dir poco straordinaria. Attraverso la formula del torneo tennistico a eliminazione diretta, vedremo scontrarsi miti del passato e icone moderne. Ecco l’analisi di ciò che questo tabellone ci ha lasciato.
Che lo scontro generazionale e l’evoluzione del motore centrale abbia inizio, E andiamo!
Nel corso della sfida ci saranno scontri generazionali generati da quasi vent’anni di evoluzione tecnica, che vedranno la tecnologia del 1998 contro la produzione del 2015. L’elettronica moderna e i telai irrigiditi dovranno dimostrare di essere all’altezza dell’immortalità ingegneristica dei motori degli anni ’90, come il celebre 2JZ, e del loro potenziale meccanico, il quale a sua volta dovrà resistere al progresso anagrafico. La stessa filosofia progettuale, come quella del motore centrale, deve fare i conti con l’evoluzione e l’adattamento ai tempi che passano, utilizzando su modelli maggiormente diffusi concetti che erano il punto di riferimento assoluto negli anni ’90.

3. Le 8 partecipanti al tabellone e la sfida tra le due ere ingegneristiche
Le 8 partecipanti selezionate sono: Nissan 300ZX Twin Turbo (Z32) [1998] – la testa di serie; Toyota Supra MK4 (JZA80) [1998] – la rivale storica di sempre; Mazda RX-7 (FD3S) [1997] – la regina del rotativo e della leggerezza; Honda NSX (NA1) [1994] – la supercar quotidiana sviluppata per battere le supercar italiane; Nissan Skyline GT-R (R34) [1999] – il mostro tecnologico a trazione integrale; Porsche 911 Carrera (996) [1998] – la sfidante europea ancora contemporanea; Nissan 370Z Nismo [2015] – l’evoluzione della specie “Z” quasi vent’anni dopo l’inizio; Alpine A110 [2017] – la reinterpretazione moderna della sportiva pura e leggera. Il torneo metterà chiaramente in evidenza come l’era d’oro delle sportive giapponesi degli anni ’90, detta anche “Generazione d’Oro”, sia assolutamente all’altezza dell’ingegneria del ventunesimo secolo.

4. Match 1: Nissan 300ZX (1998) vs Porsche 911 (996) (1998)
Si tratta, letteralmente, di uno scontro ideologico tra vetture della stessa generazione. La 996 ha segnato il passaggio al raffreddamento a liquido per Porsche, non senza qualche polemica né qualche problema di affidabilità giovanile. La 300ZX, dall’altra parte del ring, rappresenta l’apice con una maturità tecnologica che la mette in confronto anche con auto molto più moderne. Si tratta di una vettura, infatti, piena di tecnologia anche per gli standard dell’epoca e con sotto il cofano il leggendario motore VG30DETT da circa 300 CV, un propulsore solido e robusto come una roccia a confronto con il rivale tedesco. In definitiva, la Z32 vince e passa il turno per il suo fascino e per il suo equilibrio come Gran Turismo adatta all’uso quotidiano.

5. Match 2: Toyota Supra MK4 (1998) vs Nissan 370Z Nismo (2015)
Il progresso tecnico avanza e la 370Z nel tempo ha guadagnato un telaio più rigido, conservando l’ottimo V6 aspirato. Tuttavia, la Supra MK4 con il suo leggendario motore 2JZ è diventata un’icona immortale, celebre per essere stata la protagonista del primo Fast & Furious, per dirne uno. Ci troviamo di fronte a un propulsore dal potenziale di elaborazione quasi infinito e a un valore collezionistico della vettura che l’ha resa un investimento sicuro per ogni collezionista o appassionato; pertanto, la Supra vince il confronto.

6. Match 3: Honda NSX (1994) vs Alpine A110 (2017)
Questa è una sfida tra pesi piuma, ma soprattutto tra due auto che montano il motore in posizione centrale. L’Alpine rappresenta l’idea moderna di divertimento e leggerezza, un concetto di agilità che vuole rendere giustizia alla bella guida anche nel nuovo millennio. Dall’altra parte, la NSX del ’94 nacque con lo scopo specifico di creare una rivale stradali per le Ferrari dell’epoca, in un momento storico in cui la casa di Maranello stava facendo fatica a riprendere una gamma sufficientemente competitiva. L’uso dell’alluminio per l’intero telaio per la prima volta, un motore VTEC che sale a quota 8000 giri e un giro di pista a Suzuka con tanto di mocassino di Ayrton Senna l’hanno consacrata dritto nella leggenda. L’Alpine ha tutti i numeri per essere una grande auto moderna e divertente, ma la NSX è semplicemente troppo anche per lei, quindi vince il confronto.

7. Match 4: Mazda RX-7 FD (1997) vs Nissan Skyline GT-R R34 (1999)
“Godzilla”, così è stata definita la R34, si trova a combattere contro la libellula dotata del mitico motore rotativo, la RX-7. La R34 dispone inoltre di una delle trazioni integrali migliori di sempre dal punto di vista tecnologico, la ATTESA-ETS, accoppiata al micidiale sei cilindri in linea RB26DETT: insomma, l’astronave protagonista di Fast & Furious 2. Nonostante numeri e leggende, la RX-7 FD rappresenta una delle auto più belle mai disegnate dalla Mazda, che non ne sbaglia mai una per inciso. Soprattutto, è un’auto dal bilanciamento perfetto 50:50 che garantisce una purezza di guida nettamente superiore alla pesantezza della Skyline sul misto stretto, come i lettori di “Initial D” hanno avuto modo di leggere nello scontro proprio contro la R34. Un verdetto difficile e, proprio come in quel volume del manga o dell’anime, è per un soffio che lasciamo la vittoria alla Mazda RX-7 FD.

8. Semifinale 1: Nissan 300ZX (1998) vs Toyota Supra MK4 (1998)
Ci troviamo di fronte a un altro derby del Sol Levante degli anni ’90. La 300ZX è un capolavoro di bilanciamento tra comfort ad alte prestazioni e una dotazione tecnologica di altissimo livello per l’epoca, essendo una delle poche auto dotate di quattro ruote sterzanti Super-HICAS. La Supra, dal canto suo, risponde con una dinamica di guida più affilata e un motore che ha scritto la storia del tuning mondiale. La 300ZX, quindi, esce dal confronto a testa alta, ma deve cedere il passo alla rivale di sempre: la Toyota Supra di quarta generazione.

9. Semifinale 2: Honda NSX (1994) vs Mazda RX-7 (1997)
Questo è uno scontro tra vetture dure e pure. Da un lato abbiamo il motore centrale aspirato che gira altissimo, dall’altro il bi-turbo rotativo anteriore-centrale, unico nel suo genere. La RX-7, per via della ripartizione perfetta del peso, può definirsi un’anteriore-centrale agile tanto quanto una vettura con il motore posizionato dietro le spalle del pilota, ma rispetto alla Honda necessita di una manutenzione delicatissima. La NSX garantisce le stesse prestazioni e la medesima dinamica di guida, ma può aggiungere un’affidabilità quotidiana che la rende utilizzabile in strada come in pista per centinaia di migliaia di chilometri; pertanto, vola direttamente in finale per via della sua efficienza maggiore.

10. La finalissima: Toyota Supra MK4 (1998) vs Honda NSX (1994)
Il verdetto finale si gioca sul filo del rasoio tra queste due auto giapponesi. La Supra è la regina della cultura pop, come detto protagonista del primo Fast & Furious, ma è anche la regina delle strade divertenti grazie alla potenza bruta che può erogare e a cui può arrivare il suo sei cilindri in mani sapienti. La NSX, invece, rimane un’opera d’arte ingegneristica, l’auto che ha costretto tutto il mondo dell’auto a rivedere i suoi concetti di vettura sportiva, imponendo nuovi standard assoluti per tutti. La Supra non ha rivali se si deve fare uno sparo sul dritto, essendo una macchina con un potenziale di percorrenza dei 400 metri da fermo in nove secondi; ma dal punto di vista della dinamica di guida, del prestigio e dell’importanza tecnica nel mondo delle supercar, la Honda NSX vince la sfida e si aggiudica il torneo.

Il passaggio generazionale: dall’analogico alle restrizioni moderne
Questo torneo lascia una certezza assoluta: l’arco temporale preso in esame, che va dal 1994 al 2017, ha visto il passaggio cruciale dalle ultime sportive analogiche “pure” alle moderne interpretazioni nate sotto vincoli normativi ben più stringenti. Auto come la Honda NSX rappresentano l’apice di un periodo in cui gli ingegneri avevano come unico obiettivo lo spostamento del limite tecnico ed emozionale. La NSX, infatti, vince questo primo torneo della nostra rubrica perché incarna perfettamente lo spirito di questa ricerca: un’opera d’arte ingegneristica che, a distanza di oltre trent’anni, detta ancora legge in termini di dinamica, assumendo un’indubbia importanza storica.

Wow auto e articolo davvero interessanti